Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Caso Matei, il ricorso in Cassazione: "Geloso e ubriaco, altro che tempesta emotiva"

BOLOGNA - La "tempesta emotiva" non fu unattenuante, ma "la proiezione immediata della gelosia, al massimo grado, che ha scatenato il gesto omicida". E ancora "le pregresse e infelici esperienze di vita" di Michele Castaldo, lassassino di Olga Matei, possono essere sperimentate da "ciascun uomo" nel corso della propria esistenza. Non bastano a giustificare quello che ha fatto. Castaldo perse il controllo e strangolò la donna che frequentava da un mese per colpa "dei fumi dellalcol" e non di un "incontenibile turbamento emotivo".
Otto pagine di ricorso, firmate dal sostituto procuratore generale Paolo Giovagnoli e dallavvocato generale Alberto Candi, con cui si smonta la sentenza della Corte dAppello di Bologna che ha dimezzato il carcere da 30 a 16 anni nei confronti di Castaldo, luomo che il 5 ottobre 2016 uccise in casa Olga Matei a Riccione. Con toni a tratti molto duri, visto che quella sentenza, nelle motivazioni, è giudicata "carente, contraddittoria e manifestatamente illogica". Addirittura, con "aspetti di violazione della legge penale". E viene citata quella parola, "gelosia", per far emergere un paradosso: per i giudici fu unaggravante a carico dellomicida, certo. Cosa che invece i magistrati che ricorrono in Cassazione ribaltano: i giudici di secondo grado lhanno fatta diventare unattenuante.
La Procura generale torna su quellespressione che ha fatto infuriare mezza Italia, "tempesta emotiva", tratta da una perizia psichiatrica che è stata valutata in maniera differente da due corti. Cita quella perizia in maniera più ampia. Lo psichiatra infatti aggiunse altre valutazioni, scrivendo che limputato non aveva disturbi emotivi particolari se non quelli che chiunque nella vita può affrontare per colpa di determinati eventi. Non è tutto. La Procura cita anche una valutazione neuropsicologica del 2014. "La perdita di controllo", che portò al femminicidio, "non dipese forse tanto dalla esasperazione e dallincontenibile turbamento emotivo, quanto piuttosto dai fumi dellalcol, che per ammissione dello stesso Castaldo gli fecero perdere la ragione".
Vengono così contestate tutte le attenuanti concesse. A partire dalla confessione del femminicidio: non fu lunico elemento che ha permesso "la contestazione dellaggravante" per gelosia. In realtà, per i ricorrenti, la gelosia si evinceva già dai comportamenti che Castaldo aveva avuto prima dellassassinio. I suoi atteggiamenti fotografavano "una gelosia ingiustificata, allo stadio più estremo e parossistico".
Anche il tentativo di risarcire la figlia della vittima "non va al di là di semplici dichiarazioni dintenti: lunico atto giuridicamente valido è una procura speciale rilasciata in carcere al nipote", ma "nulla appare circa le finalità di quel mandato". Il procuratore generale arriva a parlare di "travisamento della prova". E fa sua la definizione di "gesto teatrale insignificante" riguardo al tentativo di suicidio (che di recente Castaldo ha tentato di nuovo finendo in rianimazione).
Cè stata una "violazione dei criteri per concedere le attenuanti generiche", che hanno contribuito al dimezzamento della pena. Unapplicazione "non dovuta ed erronea per la tempesta emotiva e passionale ha, nei fatti, aperto una strada impropria a un risultato che non si sarebbe potuto raggiungere".
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«     2019    »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031