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Torino, la giunta Appendino sfratta la scherma dopo 140 anni: "Via il Club da Villa Glicini"

Il Club di Scherma non gestirà più Villa Glicini. L'amministrazione comunale ha deciso di far decadere la concessione e a breve verrà lanciata un'altra gara per assegnare il complesso di viale Ceppi 5, nel cuore del Valentino. Il Club è lo storico punto di riferimento della scherma: una fucina di atleti olimpici con fioretto, spada e sciabola. Ma entro il prossimo 31 agosto, come stabilisce la delibera del Comune, dovrà andarsene.
La delibera è stata approvata nell'ultima riunione della giunta Appendino, punto finale di un percorso iniziato alcuni mesi prima nel tentativo di trovare soluzioni alternative per sanare una situazione che, secondo il Comune e l'assessorato allo Sport, guidato da Roberto Finardi, non poteva più andare avanti così. " Manderemo tutto il materiale raccolto e gli accertamenti fatti in procura - sottolinea l'assessore Finardi - non sta a noi capire e verificare se ci siano altri profili. Noi abbiamo scelto di far decadere la concessione di Villa Glicini sulla base di quello che abbiamo rilevato".
Una questione che va avanti da più di un anno. Il Comune aveva tentato già la strada della revoca, poi archiviata, sulla base anche di un sub-affitto di spazi da parte del Club alla palestra e al tennis. Palazzo Civico ha scelto invece la strada della decadenza, accorciando di fatto la durata della concessione dal 2021, scadenza fissata con una proroga approvata nel 2011, al 2016. Cosa che mette di fatto fuori il Club. Il Comune non imporrà di liberare i locali e non vuole mettere a rischio l'attività di Villa Glicini.
L'atto approvato dalla giunta Appendino due giorni fa verrà impugnato dal Club e dal presidente Mario Vecchione, allibito per la scelta fatta dal Comune. " Si tratta di un attacco incomprensibile", dice Mario Vecchione che regge l'associazione dal 2003, rilanciando l'attività. "Non ne faccio una questione politica, ma noi siamo una delle poche realtà sportive a Torino insignito del collare d'oro del Coni. Una storia di 140 anni alle spalle", spiega Vecchione che convocherà subito una riunione d'urgenza del consiglio direttivo e poi dell'assemblea dei soci. "La questione del sub affitto - aggiunge, entrando nel merito della questione - è già stata approfondita e risolta. Altrimenti non avrebbero archiviato la procedura di revoca della concessione".
Pure sul bando regionale, con cui il Club ha ottenuto una quota di contributi per i lavori di ristrutturazione, non ci sarebbero stati problemi: "Abbiamo ottenuto 37 mila euro, altri 50mila con un mutuo e i rimanenti li abbiamo messi di tasca nostra - racconta Vecchione - non è che avendo ottenuto una quota inferiore rispetto al previsto si può decidere di ridurre la concessione. Se avessimo pagato tutto con risorse del Club quanto sarebbe durata? Un solo giorno?".
Il Comune la pensa in modo diverso, e ha approvato la decadenza. "Ho già chiamato tutti, dal Coni al presidente della Federscherma - aggiunge Vecchione - È una brutta pagina per lo sport di Torino, ma dimostreremo che tutto è stato fatto in modo corretto. Tutto è iniziato quando tre anni fa abbiamo vinto una causa per danni contro il Comune per 90mila euro. L'attenzione nei nostri confronti è cresciuta" . Danni subiti nel 2016 per la caduta di alberi del Valentino che hanno danneggiato le strutture. "Devo pensare ai soci, oltre 200, più altri 100 del tennis. E le oltre 40 persone che lavorano a Villa Glicini. Li tuteleremo tutti".
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