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Scontri dopo Fiorentina-Atalanta, versioni discordanti tra tifosi e questura. Il Pd a Salvini: "Fare chiarezza"

"Su quel pullman l'inferno, è bufera sul blitz anti-ultrà". I titoli sulla stampa locale sono di questo tenore, e intanto il caso finisce in Parlamento, con deputati bergamaschi - e il sindaco Giorgio Gori - che chiedono spiegazioni al ministro dell'Interno, Matteo Salvini. La notte brutta di Firenze: un presunto pestaggio subìto dai tifosi dell'Atalanta da parte degli agenti del reparto Celere a bordo dei pullman che stavano riportando gli ultrà verso Bergamo. La vicenda - sulla quale vi sono versioni discordanti, da una parte le numerose testimonianze dei tifosi, dall'altra quella della questura di Firenze - va in scena mercoledì notte intorno all'1.
Scontri Fiorentina-Atalanta, polizia ferma bus di ultr?. Societ? bergamasca: "No processi sommari"
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Una colonna di 23 bus procede sul viadotto del Varlungo verso il casello dell'A1, a Firenze Sud. All'improvviso, per cause ancora da chiarire, la prima corriera viene fatta fermare dalla polizia che sta scortando il corteo: e di conseguenza anche quelle dietro. A questo punto - stando al racconto dei tifosi - alcuni agenti sarebbero saliti sul pullman e avrebbero iniziato a manganellare indistintamente ferendo gli ultrà a bordo e mandando in frantumi i finestrini. Ecco la testimonianza di un tifoso trentenne riportata da L'Eco di Bergamo: "La pattuglia della polizia davanti al nostro bus, che era il primo della fila, rallenta bruscamente costringendoci ad accostare. Immediatamente arrivano 4-5 cellulari, 2-3 della polizia e due dei carabinieri, più altre pattuglie. Agenti e militari si infilano i caschi, impugnano manganelli e ci insultano dai finestrini. Poi scendono e accerchiano il nostro bus. Urlano "Vi uccidiamo", "Siete morti", "Adesso ci divertiamo, ne mandiamo un po' in galera e un po' all'ospedale", "comunisti di m...", "spacchiamo un po' di teste". Colpendo con manganellate vetri e carrozzeria, obbligano l'autista ad aprire le due porte. Quattro, cinque agenti salgono da quella anteriore, altrettanti da quella posteriore. Colpiscono con manganelli, calci e pugni qualsiasi persona e cosa abbiano a tiro. Noi cerchiamo di proteggerci alla bell'e meglio, cercando di ripararci sotto i sedili e urlando di smetterla. Ovviamente, anche noi in un primo momento li insultiamo. Sarà durato un minuto, poi prima di scendere, rifilano uno schiaffo all'autista, facendolo cadere dal posto di guida, perché secondo loro era colpevole di non aver aperto le porte per tempo". Continua il racconto: " Cerchiamo di chiedere aiuto ai tifosi degli altri pullman che vengono fatti defluire e ci passano accanto. Io impugno il telefono e chiamo l'avvocato Federico Riva che era su un altro pullman: "Vieni, presto, qui ci ammazzano"". Dieci minuti più tardi altri 4/5 agenti risalgono sul bus per quella che il trentenne definisce la seconda razione di "botte gratuite".
Completamente discordante la versione fornita dalla questura di Firenze, che parla di un attacco da parte degli ultrà atalantini con volti travisati e armati di mazze e bastoni: sarebbero stati loro - stando a quanto riferito dalla polizia - a fermare il pullman e a scendere dando vita agli scontri. Il bilancio degli incidenti è di una trentina di tifosi atalantini e sei agenti feriti. Prima che il pullman ripartisse, circa 130 ultrà bergamaschi sono stati identificati e fotografati. Le polemiche sono scoppiate ieri mattina. Mentre in rete hanno iniziato a circolare dei video che mostrano i poliziotti che accerchiano il pullman, alcuni deputati bergamaschi - Daniele Belotti della Lega, e i dem Maurizio Martina, Elena Carnevali e Antonio Misiani - hanno chiesto spiegazioni su quanto accaduto l'altra notte. Con un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell'Interno. A loro si è aggiunto anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori che si rivolge direttamente pure lui a Salvini. "Vogliamo solo la verità". E' quello che chiede con un comunicato ufficiale anche l'Atalanta.
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