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Traffico di cavallucci con la Cina, c'? l'inchiesta. Comune Taranto offre immagini di videosorveglianza

Luciano Manna, componente dell'associazione ambientalista VeraLeaks, ha depositato un esposto-denuncia alla Guardia Costiera di Taranto su un traffico illegale di oloturie e cavallucci marini, specie protette. Manna annuncia anche che la prossima settimana si recherà invece al nucleo dei carabinieri Forestali sempre per lo stesso problema.
"Non andrò in Procura - spiega - perchè sarà poi la Guardia Costiera, sulla base del materiale, anche fotografico, che fornirò, a inoltrare tutto all'autorità giudiziaria". Manna ha segnalato che dai mari di Taranto, Mar Piccolo e Mar Grande, parte un commercio, con destinazione finale il mercato orientale e la Cina, che vede la cattura di oloturie e cavallucci marini da parte di pescatori locali e poi poi vendono gli animali attraverso una catena che utilizza anche una chat.
I guadagni sono crescenti man mano che si va avanti nella catena. Si parte, infatti, da 80 centesimi di euro al chilo dati al pescatore locale e si sale ai 50 euro al giorno per chi provvede alla pulizia del prodotto che poi lo vende a 7 euro al chilo allo spedizioniere, il quale, a sua volta, lo immette nel mercato cinese a cifre che vanno dai 200 ai 600 dollari al chilogrammo".
Oloturie e cavallucci marini sono "specie molto richieste dal mercato della ristorazione asiatica - sostiene Manna - le oloturie, comunemente dette cetrioli di mare, al mercato di Hong Kong sono utilizzate per uso alimentare, medico e nel settore della cosmesi, mentre i cavallucci marini vengono utilizzati nella produzione di un particolare liquore".
Il cavalluccio marino dopo essere stato posto dentro una bottiglia viene lasciato a macerare nell'alcool". Contro questo traffico, ha preso posizione anche l'associazione Marevivo, ricordando il decreto ministeriale del febbraio 2018 che protegge queste specie per il ruolo importante che hanno nell'ecosistema marino. Non pochi, infine, i sequestri, proprio di oloturie, fatte dalla Guardia di Costiera di Taranto, l'ultimo a novembre scorso, quando fu sorpreso un pescatore che, in apnea, aveva catturato circa mezzo quintale di prodotto.
"Le immagini della cattura e dell'esportazione illegale di cavallucci marini ed altre specie protette dalla legge nel nostro Mar Piccolo hanno profondamente turbato tutti noi e l'Amministrazione ha avviato tutte le verifiche del caso. Stiamo affrontando ancora grandi sfide ambientali e generazionali, è inspiegabile che ci sia anche chi attenta alla bellezza che abbiamo intorno, chi ferisce madre natura che, quasi da sola, sta rimediando alle ferite del nostro territorio, e tutto per pochi quattrini".
"L'Amministrazione comunale metterà a disposizione dell'Autorità competente le eventuali informazioni del suo attuale sistema di videosorveglianza lungo la zona interessata e sta avviando il rafforzamento di questa rete di rilevamento, nel contempo predisponendo da subito servizi di controllo integrativi da parte della Polizia Locale". Così in una nota il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
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