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Migranti, blitz nel ghetto di Borgo Mezzanone: perquisizioni e sgomberi nella baraccopoli

Lo Stato entra nel ghetto di Borgo Mezzanone, accanto al Cara di Foggia, per sgomberare alcuni manufatti abusivi occupati da migranti e nei quali si consuma prostituzione e spaccio di droga. L'operazione interforze è condotta da circa duecento uomini ed è coordinata dalla Procura di Foggia.
L'obiettivo è sequestrare e successivamente abbattere le costruzioni in cui si svolgono attività illecite. A seguire, nelle prossime settimane, si cercherà di allontanare le persone che abitano nel ghetto, alcune delle quali saranno ospitate in moduli abitativi, che la Regione allestirà in diversi comuni del foggiano, che hanno dato disponibilità.
Borgo Mezzanone, il reportage fra i segreti del ghetto
Nel Cara (di cui il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha annunciato lo sgombero imminente) attualmente sono ospitate circa 80 persone, 2.000 invece vivono nel ghetto costruito abusivamente sull'ex pista dell'Aeronautica militare.
Si tratta di un luogo che finora è sfuggito al controllo dello Stato, nel quale si consumano reati che vanno dalla prostituzione allo spaccio all'intermediazione illecita del lavoro. È qui, infatti, che i caporali reclutano i braccianti, che lavorano nelle campagne della Capitanata. Nel ghetto vivono immigrati prevalentemente africani, di diverse nazionalità, ma il controllo della maggior parte delle attività illecite è nelle mani dei nigeriani. Qui fu arrestato uno dei migranti coinvolti nell'omicidio di Desirèe.
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