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Caserta, sequestrati 12 pozzi domestici contaminati da arsenico: oltre 900 volte i limiti di legge

Pozzi d'acqua contaminata da arsenico. "Una quantità abnorme" dice la Procura , che non può provare il nesso di casualità, ma ricorda come in quell'area sia altissima l'incidenza dei tumori. Siamo in località Lo Uttaro nel comune casertano di San Nicola La Strada. Qui negli anni 50 c'era un grande insediamento industriale: La Saint Gobin, che restò operativa fino al 1988.
I carabinieri di Caserta, questa mattina, al termine di un'indagine ambientale coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito un sequestro preventivo di 12 pozzi utilizzati per uso domestico e fertirrigazione (una tecnica che consente la distribuzione dei fertilizzanti insieme all'acqua d'irrigazione), su cui è stata riscontrata una severa contaminazione da metalli pesanti, in particolare da arsenico, sostanza nota per la sua elevata tossicità.
I 12 pozzi contaminati posti oggi sotto sequestro dai carabinieri si trovano tra i comuni di Caserta e San Nicola la Strada: in alcuni è stato accertata la presenza di oltre 9000 milligrammi per litro di arsenico, una "quantità abnorme" per il procuratore di S. Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone (la soglia legale è di 10 mg). Acqua utilizzata per anni per irrigare alcune colture ma anche per i giardini di complessi residenziali; non arriva invece nelle case, che sono allacciate alla normale condotta idrica.
"Nell'area compresa tra Caserta e San Nicola la Strada in cui abbiamo sequestrato i pozzi contaminati, si registra un'alta incidenza di tumori, specie alla prostata, anche se non si può stabilire il nesso di causalità tra l'inquinamento provocato dall'attività industriale e queste morti", aggiunge la Troncone nel corso della conferenza stampa. Persino il proprietario di una delle aree sequestrate è morto un anno fa proprio per un tumore alla prostata, "patologia che sembra legata proprio alla contaminazione da arsenico - spiega Troncone - che è la seconda sostanza chimica più cancerogena".
"L'inquinamento dell'area - ricorda - è frutto dell'attività industriale posta in essere dall'opificio Saint Gobain dal 1958, quando l'area era a vocazione agricola, al 1988, quando l'azienda fu dismessa. In 30 anni la cava attigua fu riempita di rifiuti".
Sono in corso inoltre attività tecniche di carotaggio per verificare, in particolare, se la contaminazione abbia interessato anche la matrice suolo.
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