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Premier Conte a Potenza: strade, recupero di immobili e Zes le richieste dei sindaci lucani

Ammodernamento della SS 92 a Corleto Perticara, rilancio del polo produttivo di Tito, riqualificazione dell’ex palazzetto dello sport Coni di Potenza, Zona economica speciale che da Matera sia al servizio della Basilicata e di tutto il Mezzogiorno. Sono una parte delle richieste dei sindaci lucani - alcune già pervenute formalmente - al premier Giuseppe Conte, a Potenza per incontrare i primi cittadini dei 131 Comuni della Basilicata e presentare le modalità di avvio del programma di sviluppo del territorio promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che verrà attuato da Invitalia attraverso un contratto istituzionale di sviluppo.
Prima di illustrare il programma, Conte ha incontrato il Prefetto di Potenza Giovanna Cagliostro e una delegazione di cittadini di Bucaletto, il quartiere di prefabbricati sorto dopo il terremoto del 1980. Sono più di 500 le famiglie in attesa di un alloggio ma il Piano periferia ne prevede la costruzione di soli 100. I residenti hanno pertanto chiesto al premier di farsi portavoce di questa istanza per risolvere definitivamente quella che é diventata una vera e propria emergenza abitativa. Ad accogliere il presidente del Consiglio, in piazza Mario Pagano, anche alcuni cittadini: Conte si é avvicinato dispensando strette di mano e selfie.
Il premier ha infine risposto alle domande della stampa che lo ha atteso fuori dal Teatro Stabile dove si é svolto l'incontro. Conte ha parlato di un piano di sviluppo per la Basilicata partendo da Matera 2019 ma "esteso a tutto il territorio regionale" coinvolgendo Potenza, pur non essendoci una specifica dotazione finanziaria e sfruttando i "fondi strutturali".
Premier Conte a Potenza: strade, recupero di immobili e Zes le richieste dei sindaci lucani

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“Questa è una regione al confine con altre regioni – ha detto - sembrerebbe quasi dal punto di vista topografico una regione di transito e invece dobbiamo farne una regione baricentro del rilancio del Sud. Come ho detto già in occasione della mia visita a Matera per la cerimonia della Capitale europea della cultura dobbiamo agganciarci al treno di Matera ed estendere anche a Potenza un progetto di sviluppo di questo territorio. A Matera c’è un progetto di 20 iniziative per rafforzare il piano infrastrutturale ma dobbiamo coinvolgere tutto il territorio. Oggi sono qui per estendere il raggio d’azione e con il contratto istituzionale di sviluppo cercheremo di fare sistema tra pubblico e privato e promuovere la presentazione di progetti che andremo a realizzare”.
Sulla questione delle risorse finanziare, ha precisato: “In Italia non c’è un problema di fondi, le risorse ci sono. Ci sono miliardi di fondi strutturali, il problema è saperli spendere. Noi non possiamo finanziare progetti che non hanno obiettivo strategico, che hanno un corto respiro, che si perderebbero dopo qualche giorno, dobbiamo selezionare progetti sostenibili e questi andremo a finanziare”.
Sull'autonomia differenziata ha invece dichiarato: “Anche se rafforzeremo l’autonomia di alcune regioni del nord lo faremo in modo ragionevole e razionale in modo da preservare la coesione nazionale. Quindi non andremo a sottrarre nulla al Sud ma andremo a riconoscere competenze ad alcune regioni del nord che sono in condizioni di rivendicarle. In ogni caso non pregiudicheremo l’equilibrio dell’intero Stato ma ci impegneremo a riequilibrare attraverso meccanismi di solidarietà quello che potrebbe essere un eventuale pregiudizio derivato per altre regioni. Io sono qui per un piano di sviluppo del territorio che non vuole operare distinzioni di colore politico, tutti i sindaci sono invitati a presentare dei progetti con gli esponenti delle associazioni imprenditoriali e del tessuto imprenditoriale, non interessa il colore politico dei sindaci e non è un elemento di differenziazione”.
Assente il mondo sindacale, che non ha ricevuto richiesta formale di incontro. Cgil, Cisl e Uil Basilicata hanno pertanto consegnato al premier, tramite Prefetto, un documento che contiene il piano di sviluppo della regione secondo le organizzazioni sindacali.
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