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Roma, si dimette l'assessora ai Rifiuti Montanari. Bilancio Ama bocciato, rischio crac

L'assessora ai Rifiuti del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, si è dimessa dal suo incarico. La decisione è maturata dopo che la giunta capitolina ha bocciato il bilancio 2017 di Ama, approvando una delibera di indirizzo votata da tutti salvo appunto la responsabile dell'Ambiente. Gli assessori di Virginia Raggi hanno respinto il bilancio Ama perchè a loro avviso non è finanziariamente sostenibile. Alle spalle della bocciatura da parte dei cinquestelle ci sarebbe però anche la volontà politica di rimandare le decisioni definitive sull'azienda dei rifiuti a dopo le elezioni europee.
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di DANIELE AUTIERI
"Ritengo di fatto del tutto ingiustificata la bocciatura del bilancio che getta un'azienda che dà lavoro a oltre 11.000 romani in una situazione di precarietà che prelude a procedure fallimentari", ha dichiarato all'ANSA Montanari. "Do la solidarietà ai lavoratori dell'azienda e a tutti quelli che si sono sforzati sino ad ora per costruire e non per distruggere", aggiunge.
La scelta della giunta Raggi di bocciare il consuntivo è arrivata a quasi un anno dall'approvazione del Progetto di bilancio 2017 da parte del cda della municipalizzata dei rifiuti, tra i botta e risposta a colpi di lettere e dichiarazioni tra l'azienda e il Campidoglio che ha quasi sempre disertato o fatto rinviare le plurime convocazioni dell'assemblea per esprimersi sul documento.
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Allo stato attuale, dunque, l'Ama rischia la messa in liquidazione. Senza un nuovo consuntivo, gli ultimi risultati utili dell'azienda rimangono fermi al 2016, quando ha chiuso con un attivo di 626mila euro, e con un debito esploso a 1,7 miliardi, accumulando in soli 12 mesi 60 milioni di debito in più verso in fornitori e 400 milioni verso il Comune. Ed è sul fronte dei creditori che si agitano le banche, esposte nei confronti di Ama per diverse centinaia di milioni di euro e decise a esercitare la loro pressione sul Comune affinché metta in sicurezza i conti della municipalizzata.
Ora, dunque, dopo la bocciatura del bilancio, le banche che vantano importanti crediti con la società potrebbero farsi sentire per chiedere ancora una volta al Campidoglio garanzie rispetto ai debiti contratti da Ama e ancora da onorare. In caso contrario il rischio è quello di una chiusura delle linee di credito che comporterebbe una crisi di liquidità per l'azienda.
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