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Stadio della Roma, Raggi: "Si far?, possibile apertura cantieri entro l'anno". Politecnico: "S? subordinato, servono stazioni"

"Lo stadio si fa. E i proponenti potranno aprire cantieri entro l'anno". Ad aggiungere un nuovo tassello alla vicenda del nuovo impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle è sindaca di Roma, Virginia Raggi, che dopo aver tenuto secretato per cinque giorni l'attesissimo parere del Politecnico di Torino su fattibilità e criticità in termini di viabilità del progetto, ha convocato una conferenza stampa per presentarlo.

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Politecnico di Torino, sul nuovo stadio via libera fra i dubbi [/url]


di LORENZO D'ALBERGO
"È un sì condizionato. Va bene lo stadio, ma prima serve un'offerta plurimodale di mobilità. Sarà importante nei prossimi mesi un'analisi dei cantieri", ha ribadito il professor Bruno Dalla Chiara, l'ingegnere referente del gruppo di lavoro per il Politecnico di Torino. Dalla Chiara ha spiegato che al momento sarebbe "poco credibile" pensare che il 50% di utenti si possa spostare con il trasporto pubblico, ma la situazione potrà cambiare "con piano investimenti sulla Roma Lido e sulla ferrovia Fl1".
Stadio della Roma, Raggi: "Si far?, possibile apertura cantieri entro l'anno". Politecnico: "S? subordinato, servono stazioni"

La sindaca Virginia Raggi con, a sinistra, Bruno Dalla Chiara, ingegnere del Politecnico di Torino che ha firmato la relazione tecnica sul progetto dello Stadio della Roma e, a destra, Stefano Brinchi, Presidente Roma Servizi per la Mobilità
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L'ingegnere: "C'è problema viabilità ma ci sono soluzioni"


"A novembre abbiamo usato parole forti e usato il termine 'catastrofico'" ha aggiunto il tecnico, "perché andare nella direzione di un'offerta stradale in assenza di un'offerta ferroviaria non competitiva vuol dire non andare verso gli obiettivi europei e aggravare la situazione stradale. Il problema c'è, ma esistono soluzioni. La rete viaria romana è già carica. E oggi si parla di offerta di trasporto plurimodale. Le stazioni Tor di Valle e Magliana devono essere realizzate in tempi contenuti".
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Dalla Chiara però frena sull'idea di realizzare un nuovo ponte, il cosidetto ponte di Traiano. "Il nostro committente ci ha chiesto di analizzare il progetto. E il ponte non faceva parte del progetto. Andrebbe comunque ad impattare sul resto della rete viaria".

Il testo della relazione dei tecnici: "Sulla viabilità quadro catastrofico da evitare"


Dal documento ufficiale emerge però una disamina meno ottimistica: si parla di "un quadro preoccupante e catastrofico" per quanto riguarda la viabilità stradale. Ecco cosa scrivono gli ingegneri del Politecnico di Torino, arrivando a ipotizzare "negli scenari futuri un possibile blocco pressoché totale della rete principale di connessione con la location stadio, a parità o circa di livelli di mobilità motorizzata attuale".
"Lo scenario derivante dalle simulazioni in presenza di evento sportivo, nonostante le assunzioni prodotte, già a partire dall'intervallo orario considerato, da noi considerato eccessivamente favorevole, fino ad arrivare ad un utilizzo del mezzo pubblico pari al 50%, restituisce un quadro 'catastrofico', con punte di oltre 8.500

veicoli orari per singola direzione sul Gra, laddove già solamente 6.000 veicoli possono rappresentare in taluni casi un limite di saturazione", si legge ancora nella relazione. Il Politecnico precisa che "l'uso del termine catastrofico posto tra virgolette denuncia quindi un quadro che si consiglia fortemente di evitare, consapevoli che si tratta pur sempre di problemi di traffico (non di strutture civili né di incidentalità, ecc.), ma con impatti possibilmente su inquinamento e salute".
"Sono molti - conclude quindi il Politecnico - gli interrogativi che accompagnano gli studi prodotti per questo intervento proposto e troppo evidenti sono le criticità fin da ora riscontrate per poter fornire un giudizio positivo in merito alle possibili ricadute sul traffico stradale capitolino; traffico già normalmente in stato di forte congestione, e che, nel complesso, non vede trarre beneficio dagli interventi infrastrutturali a carico della rete". Quindi, nelle loro conclusioni, i tecnici scrivono: "Dal punto di vista dei trasporti lo Stadio della Roma può essere realizzato nell'area di Tor di Valle "subordinando tuttavia necessariamente la relativa messa in esercizio al completamento di una serie di interventi: questi ultimi includono soprattutto l'ambito ferroviario (Roma-Lido, FL1), ma anche nel complesso un'offerta plurimodale (pedonale, con biciclette su percorsi sicuri, con TPL, ecc.), supportata da ITS (Intelligent Transport Systems), anche in relazione alla gestione della sosta".

La As Roma: "Passaggio fuori procedura, ci attendevamo un esito positivo"


"È il momento ormai, dopo tutto il tempo speso su questo progetto, che la città abbia la possibilità di vedere un investimento di tale portata e che la Roma posso effettivamente lavorare alla costruzione", ha detto il vicepresidente esecutivo della As Roma, Mauro Baldissoni, a margine della conferenza stampa. "Sapete da quanto tempo stiamo lavorando su questo progetto con l'amministrazione - ha aggiunto - questo passaggio era fuori dalla procedura e non aveva un valore giuridico ma più che altro mediatico-politico. Ci attendevamo un esito positivo". Poi il dirigente giallorosso ha sottolineato: "Non parliamo ora di date ipotetiche, continuiamo a lavorare quotidianamente per risolvere le ultime tematiche per quanto riguarda la conclusione della convenzione urbanistica fra proponente e amministrazione. Non ci sono temi controversi solo aspetti tecnici da definire - ha concluso - immaginiamo di farlo in tempi molto ristretti".
Stadio Roma, Raggi: "Si far?. I cantieri possono aprire entro l'anno"
Stadio della Roma, Raggi: "Si far?, possibile apertura cantieri entro l'anno". Politecnico: "S? subordinato, servono stazioni"

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Raggi aveva già ribadito in più occasioni l'intenzione di voler portare avanti il progetto dell'impianto a Tor di Valle, nonostante l'inchiesta giudiziaria su alcune procedure per la realizzazione dell'impianto. L'ultima volta per lo Stadio, è stato lo scorso 18 gennaio, quando la sindaca ha twittato: "Lo stadio si farà e sarà uno stadio fatto bene".
"Per la città arriveranno un miliardo di investimenti e la riqualificazione di un'area assolutamente degradata. Circa 500mila cittadini beneficeranno di servizi su infrastrutture perché lo stadio diventa un catalizzatore di interventi già previsti. Inoltre il taglio delle cubature non va ad inficiare sui servizi", ha detto durante la conferenza stampa la sindaca. "Non siamo contro le opere e le grandi opere, e lo stadio lo è, ma a favore delle opere utili che portano benefici alla città e ai cittadini come in questo caso dove si riqualifica un quadrante della città".



Da Di Maio a Malagò, commenti positivi


"Buona notizia per Roma e per tutti gli sportivi italiani. C'è assoluto bisogno di stadi nuovi, moderni e sicuri, finalmente un'area degradata della città tornerà a vivere", così il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Grande Virginia, complimenti" si scalda Luigi Di Maio.
"Le parole della sindaca Raggi sullo stadio della Roma sono un'ottima notizia. Sono sempre stato a favore dello stadio giallorosso così come mi auguro che esca presto un progetto per la Lazio, per tanti motivi" dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine dell'inaugurazione della pista di atletica dello stadio 'Paolo Rosi' a Roma.
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"Mi sembra una cosa di buon senso, in una città come Roma le due squadre meritano una loro casa per fare investimenti. Come in tutte le altre metropoli del mondo", aggiunge il capo dello sport italiano, che alla domanda se sarà la volta buona per la realizzazione dell'impianto di proprietà del club giallorosso conclude: "Se oggi un sindaco, dopo una lunghissima telenovela, ufficializza la posa della prima pietra, non può che essere la volta buona. Altrimenti sarebbe preoccupante. Diamole fiducia".

Ma con Parnasi indagato chi lo costruirà?


Da inizio 2015 la società giallorossa di James Pallotta ha avviato l'iter per realizzare l'impianto di proprietà del club in sinergia con l'imprenditore Luca Parnasi - ora indagato dalla Procura per associazione a delinquere finalizzata a corruzione - sui terreni di Tor di Valle dove sorge l'ex ippodromo del trotto realizzato per le Olimpiadi del 1960, in disuso da anni. Ci sono voluti già quattro anni, due sindaci, due progetti e altrettante conferenze dei servizi per arrivare a fine 2017 al via libera finale in conferenza dei servizi dell'iter autorizzativo.
La giunta Raggi a febbraio 2017 ha voluto modificare il masterplan, dimezzando, in accordo con il club e il costruttore, le cubature del business park con un conseguente taglio dei fondi privati destinati a pagare opere pubbliche a servizio della struttura. Il rendering attuale prevede un'arena da 55 mila posti, un business park con uffici, una centralità commerciale e un parco fluviale con diversi accessi ciclopedonali. L'ultimo passaggio burocratico previsto è l'approvazione della variante urbanistica in Assemblea Capitolina.
Resta poi da chiarire, ora che Parnasi è indagato, chi costruirebbe lo stadio e il business park: si è più volte ipotizzato che la stessa società giallorossa potrebbe rilevare la quota dell'imprenditore ma al momento si tratta solo di voci.
Forse troppe variabili per vedere realmente l'avvio dei cantieri entro l'anno.
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