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Bimbo ucciso a Cardito, il giudice: "Troppo orrore negli interrogatori"

AVERSA -La bambina resta a lungo in silenzio. Ha il volto pieno di lividi, ha perso molto sangue. Quando le chiedono cosa le sia successo, prima risponde scrollando le spalle: « Nulla » . Ma poi, lentamente, comincia a ricordare. E dice: « Finalmente me ne vado da quella casa » . Ha ragione, il giudice di Napoli Nord Antonino Santoro, quando scrive che « si fa fatica a giungere alla fine del verbale » del delitto di Cardito « tanto è l’orrore che vi è rappresentato ».
Le pagine dell’ordinanza che dispone il carcere per Tony Essobti Badre, l’uomo che ha ucciso a bastonate uno dei tre figli della sua compagna, il piccolo Giuseppe, 6 anni appena, ferendo gravemente anche la sorellina Noemi, solo un anno più grande, sono come una finestra spalancata sui luoghi più oscuri e insondabili della violenza umana.
Il fotogramma di Noemi che, mentre viene accompagnata in ospedale, confida agli infermieri di sentirsi sollevata per aver abbandonato l’abitazione di Cardito dove la madre si era trasferita sei mesi fa per seguire Tony, è solo una delle sequenze di questo dramma. Le scene più crude raccontano la furia « insensata » di un uomo che spezza una scopa con il ginocchio e infierisce su due bambini inermi persino mentre sono ormai sul pavimento, sfiniti. I due tentano di difendersi alzando le braccine in segno di resa, come il piccolo destinato a salire sul treno per Auschwitz. Ma non serve a nulla, perché l’uomo continua a colpirli. La madre, Valentina, cerca di intervenire per difenderli. « Ci ho provato - racconta - ma lui mi ha dato un morso sulla spalla e mi tirava i capelli. Ho tentato di farlo smettere, ma picchiava anche me», si dispera la donna che spiega di aver messo in salvo la figlioletta più piccola, 4 anni appena, nascondendola sul letto con una copertina.
Ma perché tutto questo? Perché? « Sono una persona un po’ nervosa - concede Tony - mi dispiace per quello che è successo, volevo bene a Giuseppe. Penso di aver perso il controllo » . E sì, ammette, « forse questa volta ho esagerato » . Era successo altre volte, annuisce Valentina, eppure mai in questo modo. Aveva picchiato anche lei, spesso. «Calci, pugni, sputi in faccia » . Ma nessuno era intervenuto né lei aveva denunciato.
Domenica mattina, Tony era piu nervoso del solito perché i bambini, dopo aver rotto la sera prima un letto appena comprato, « facevano baccano e non lo facevano dormire » . Per questo la Procura di Napoli Nord diretta da Francesco Greco gli contesta l’aggravante dei futili motivi. Dunque ha massacrato i bambini perché lo avevano svegliato. «Valentina non c’entra nulla, ho fatto tutto da solo», ripete Tony. Anche lui riferisce di aver preso a morsi la compagna mentre lei tentava di farlo desistere. Al giudice, la testimonianza della donna, che non è indagata, appare credibile, riscontrata anche dalla polizia scientifica. Quello che è successo quando la furia dell’uomo si è placata, è al vaglio della squadra mobile diretta da Luigi Rinella.
Giuseppe chiede da bere, la madre gli dà un bicchiere d’acqua e prova a tamponare le ferite dei due figli con l’asciugamani. Il bambino non si regge in piedi, il respiro si fa sempre più affannoso e Valentina lo adagia sul divano. La più piccola è ancora nascosta sotto le coperte. Tony esce per comprare una pomata nell’illusione che possa cancellare quei colpi. Valentina non sa che fare, resta come « bloccata » , non riesce neppure a chiamare i soccorsi. Solo quando arrivano la madre e il fratello dell’uomo, viene avvisato il 118. Per Giuseppe è troppo tardi. « Uno strazio », lo definisce il giudice.
L’avvocato Michele Coronella, che assiste Tony, parla di « tragedia umana che va al di là di ogni immaginazione. Il mio assistito ha ammesso tutto, ha fatto luce su ogni aspetto, smentendo quello che aveva detto in un primo momento, cioè che il bambino era caduto per le scale. Non sa spiegarsi cosa sia successo. “ Non so che darei per tornare indietro”, dice » . Ma cancellare il dolore provocato da questa violenza non è possibile. Oggi alle 15.30, in via Aldo Moro a Pompei, la città dove vive il papà dei tre bambini, Felice Dorice, si celebreranno i funerali di Giuseppe. Noemi è ancora in ospedale, la sorellina minore in istituto. Il tribunale per i minorenni ha sospeso con un provvedimento d’urgenza la potestà genitoriale della madre e del padre dei piccoli. Valentina è a Massa Lubrense, dai familiari. Ora da quella casa sono andati via tutti. Chissà quante volte quei bambini avranno chiesto aiuto, e nessuno li ha sentiti.
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