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Sea Watch, Zuccaro: "Nessun rilievo penale a carico della Ong, soccorso dovuto. I libici non c'erano"

Sea Watch, Zuccaro: "Nessun rilievo penale a carico della Ong, soccorso dovuto. I libici non c'erano"

"Nessun rilievo penale nei confronti dell'equipaggio della Ong. La situazione di 'distress' del gommone giustificava il soccorso da parte di Sea Watch 3. Per due giorni nessuna motovedetta libica ha operato nell'Area Sar". Parole del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che questa mattina ha ufficialmente comunicato l'apertura di un'inchiesta che non è più di routine. Ai primissimi interrogatori di rito del comandante e dell'equipaggio della Sea Watch da parte della squadra mobile di Catania e della Guardia di finanza sono seguiti, in tempi rapidissimi, quelli ulteriori degli investigatori del Servizio centrale operativo arrivati da Roma. Gli stessi ai quali, ormai da più di due anni, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, al quale il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha servito su un piatto dorato l'indagine sull'ultima delle navi Ong rimaste in circolazione nel Mediterraneo, ha affidato l'inchiesta sulle presunte complicità tra scafisti e organizzazioni umanitarie che non ha finora portato a nulla.
E questa mattina, così come era ampiamente previsto, Zuccaro ha tempestivamente diramato una irrituale nota stampa per comunicare l'apertura di quel procedimento penale tanto sollecitato da Salvini. Associazione per delinquere finalizzata all'agevolazione dell'immigrazione clandestina il reato ipotizzato. Al momento contro ignoti. Perchè dai primi accertamenti è emerso che il soccorso della Sea Watch ai 47 migranti su quel gommone in avaria era dovuto. Scrive Zuccaro: " La situazione di 'distress' giustificava il soccorso da parte di Sea Watch 3 che era dovuta, oltre che alla palese inidoneità tecnica del gommone ad affrontare la traversata, alla circostanza, confermata dai migranti escussi, circa il progressivo sgonfiamento dei tubolari del gommone, da cui tutti sentivano fuoriuscire dell'aria, sgonfiamento che avrebbe inesorabilmente portato all'affondamento del natante".
Inoltre, spiega il procuratore di Catania "la questione avrebbe rilevanza se la motonave si fosse affrettata a intervenire per anticipare l'intervento di una motovedetta delle autorità libiche, responsabili dell'Area Sar in cui stava operando, ma per ben due giorni nessuna motovedetta libica è intervenuta in quella zona". "Dalle risultanze investigative - conclude il procuratore Zuccaro - non è emerso, pertanto, alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della Sea Watch 3".
Ma c'è un altro punto che, invece, potrebbe bastare a Zuccaro a fermare nel porto di Catania la Sea Watch ed è quella sulla "inidoneità tecnico strutturale della Sea Watch a effettuare un'attività sistematica di soccorso in mare dei migranti". "Nel registro nautico olandese la motonave - spiega il magistrato - è registrata come natante da diporto e di esso presenta tutte le caratteristiche, con tutto ciò che ne consegue in termini di inidoneità ad ospitare - per una traversata in alto mare che presenta innegabili profili di rischio per le condizioni meteo marine che possono frequentemente verificarsi - un numero di passeggeri ben più elevato di quello per il cui trasporto è stata concepita".
Le autorità olandesi, come risulta dal carteggio acquisito agli atti dell'inchiesta aperta dalla Procura di Catania, hanno "acquisito consapevolezza in ordine alla necessità di introdurre nella loro legislazione dei requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti per le imbarcazioni da diporto nel caso di natanti che intendono svolgere in mare un'attività sistematica di soccorso dei migranti e hanno provveduto a modificare la loro normativa, che però - spiega il magistrato - non è ancora applicabile ai natanti già registrati". "Tale problematica - sottolinea il procuratore Zuccaro - presenta però dei profili generali di sicurezza per la navigazione che sembrano suscettibili di particolare attenzione da parte di tutti i Paesi che sono coinvolti a vario titolo nelle attività svolte in mare dalle Ong".
Per il momento, se non interverranno altri provvedimeti la nave resta a Catania solo il tempo necessario ad ovviare ai rilievi tecnici sulla sicurezza e sulle condizioni ambientali dell'imbarcazione. Nessun fermo amministrativo, nulla che abbia a che vedere con la regolarità dell'iscrizione della Sea Watch al registro navale olandese. La Ong, fermata per quattro mesi a Malta quest'estate, ha subìto una meticolosa ispezione, alla quale hanno partecipato anche le autorità dell'Olanda ( Stato di cui batte bandiera) ed è uscita indenne e ha pubblicato tutti i documenti.
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