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Bimbo ucciso a Cardito: era gi? stato picchiato in casa sabato

Non è stato un unico raptus improvviso: il pestaggio contro Giuseppe, 6 anni e qualche mese, e Noemi, quasi 8, è iniziato sabato ed è ripreso domenica. Altri squarci di orrore si aprono sulla morte del bambino e sul grave ferimento della sorella. Ricostruzione contenuta nelle stesse dichiarazioni rese, durante il lungo interrogatorio, da Tony Essobti Badre, il 24enne finito in carcere dopo l'emissione nei suoi confronti di un provvedimento di fermo per omicidio volontario e tentato omicidio aggravati. Questa mattina si terrà l'udienza di convalida del fermo nel carcere di Poggioreale e saranno nominati i periti per l'autopsia sul corpo del bambino.

Da quanto sta emergendo dalle indagini Tony avrebbe picchiato i due piccoli già sabato, all'interno dell'appartamento di via Marconi nel centro storico di Cardito. Il loro torto è stato di aver rotto le doghe di un lettino appena comprato che avevano scelto come luogo dove giocare insieme.

Schiaffi, pugni e calci già sabato, ma l'aggressione è stata meno violenta rispetto a quella avvenuta il giorno dopo, poco prima di quello che sarebbe dovuto essere un pranzo domenicale. L'uomo si è scagliato di nuovo contro i due figli che Valentina, la convivente trentenne, ha avuto da una precedente relazione. Botte senza pietà. Contro il ragazzino e contro la bambina. E la mamma? La donna era in casa, ma non sarebbe riuscita a fermare il compagno. Questa, almeno, è la sua versione. La posizione della trentenne è al vaglio degli investigatori. Ci saranno molte valutazioni da fare, anche in merito alla potestà genitoriale, ambito di cui si occuperà la Procura dei minori che temporaneamente ha affidato a una casa famiglia l'altra bambina, quella di tre anni, rimasta illesa. Valentina non è indagata ed è tornata nel suo paese di origine nelle zona di Massa Lubrense. Tanti ancora i punti da chiarire. Anche sulla mancata richiesta di soccorso arrivata dopo un'ora dai fatti, quando la madre dell'assassino reo confesso è arrivata nell'appartamento e si è resa conto della gravità della situazione. Ma ormai era troppo tardi per salvare Giuseppe.
Aspetti su cui indaga la polizia, coordinata dal Procura di Napoli Nord guidata da Francesco Greco.
Noemi, invece, è fuori pericolo ricoverata nel reparto di Neurochirurgia del Santobono. In ospedale si è recata ieri la pm Paola Izzo per un interrogatorio protetto della piccolina, a cui hanno assistito assistenti sociali e psicologi. La bimba è stata ascoltata per acquisire altri dettagli su quanto avvenuto ma anche, con tutta probabilità, per accertare la posizione della mamma. Per capire se la donna è intervenuta e in che modo per proteggere, come era suo dovere di genitore, i bambini.
Quello di ieri è stato un primo approccio, con tutte le tutele del caso, considerata l'età della bimba, ed è durato poco per non stressare Noemi. Sarà riascoltata quando le sue condizioni di salute saranno migliorate.
"È ricoverata in attesa che si sgonfi l'edema sul volto " , spiega Nicola Mansi, primario di Otorinolaringoiatria, che lunedì ha operato la piccola. Intervento che si è reso necessario per un taglio lacerocontuso al padiglione auricolare destro provocato dalle percosse. "La piccola - aggiunge Mansi - si è ripresa: prima dell'intervento ha dovuto digiunare per sei ore e al termine aveva fame, ha chiesto gnocchi al pomodoro e cotoletta".
Noemi ai primi soccorritori aveva detto che Tony li aveva picchiati con una mazza da scopa. Circostanza negata dall'indagato ma il sospetto è che il 24enne abbia spezzato il manico della scopa per colpire i bambini. Essobti Badre continua a dirsi pentito di quello che ha fatto. "Si è reso conto della gravità dell'accaduto, è scosso e mi ha detto che lui voleva bene al bimbo, a quel maschietto che sentiva come figlio suo. Non mi risulta che l'abbia picchiato il giorno prima ", dice l'avvocato Michele Coronella. Ma più voci si alzano contro l'uomo che avrebbe picchiato più volte i bambini e, per qualcuno, anche la donna.
Gli accertamenti, inoltre, potrebbero essere allargati anche alla scuola Quasimodo di Crispano dove studiavano i due bambini. La dirigente scolastica Rosa Esca ha detto a Repubblica di non avere ricevuto segnalazioni sui bambini iscritti a scuola, provenienti da Massa Lubrense solo a ottobre. La dirigente Esca ricorda però che in una occasione gli insegnanti dissero di aver notato un livido su Giuseppe. Un unico livido che il bambino disse di essersi procurato cadendo dal letto.
A Cardito è ancora forte lo sgomento per una tragedia che, forse, poteva essere evitata. Fiori e biglietti sono stati sistemati davanti al palazzo. Sotto la casa dove un bambino di 6 anni è stato massacrato da un uomo che diceva di volergli bene e di voler essere per lui un padre.
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