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Chiuse le indagini sul caso Sara Scimmi: ma resta il mistero. Perch? la ragazza era distesa sull'asfalto?

Chiuse le indagini sul caso Sara Scimmi: ma resta il mistero. Perch? la ragazza era distesa sull'asfalto?

Per la morte di Sara Scimmi, la ragazza di 19 anni travolta e uccisa da un camion pirata a Castelfiorentino il 9 settembre 2017, la procura di Firenze ha chiuso le indagini per l'uomo alla guida del mezzo, che rischia ora il processo con l'accusa di omicidio stradale. Ma, nello stesso tempo, ha anche chiesto l'archiviazione per il filone d'indagine per omicidio volontario contro ignoti aperto in un secondo momento dalla pm Alessandra Falcone per verificare se Sara, prima di essere travolta dal camion, fosse stata aggredita, o abbandonata in strada, o travolta da altre auto. La giovane, infatti, al momento dell'investimento, era stesa al centro della strada statale 429, alle 3.20 del mattino, e secondo la procura mentre era stesa (sul perché le fosse resta il mistero) era "viva e in un marcato stato di ebbrezza alcolica", dopo una normale serata tra giovani trascorsa in discoteca. Secondo le analisi dei consulenti, inoltre, le lesioni sul corpo sono tutte riconducibili all'investimento del tir, e non di altre automobili di passaggio. E "nessuno dei numerosi accertamenti consente di sostenere che l'incidente sia stato preceduto da un qualsiasi atto posto in essere ai danni della ragazza da persona diversa dall'autista", si legge nella richiesta di archiviazione.
La morte della giovane, volontaria della Misericordia e molto conosciuta in paese, ha sconvolto la comunità di Castelfiorentino. E più volte la famiglia sui media e sui social si è espressa per chiedere giustizia anche ponendo alcuni quesiti o segnalazioni a cui l'indagine ha cercato di rispondere. Di certo c'è che Sara è morta dopo essere stata travolta dal camion che, per la procura, andava a una velocità di 4 chilometri superiore al limite di 70 chilometri orari e "non adeguata all'orario notturno e alla mancanza di illuminazione pubblica" della strada. Per l'accusa l'autista non era riuscito a vedere in tempo il corpo di Sara e la frenata iniziata 30 metri prima sarebbe stata troppo breve, a causa della velocità, per evitare l'impatto. Poi l'uomo era scappato. Si è sempre difeso dicendo di non essersi accorto dell'impatto.
Ma perché Sara Scimmi era sdraiata a terra al centro del rettilineo di una strada statale? Era stata vittima di un'aggressione o era stata scaricata lì da qualche auto? Per rispondere a questa domanda la procura aveva aperto un secondo fascicolo contro ignoti. Che ora, dopo numerosi accertamenti, la pm ha chiesto di archiviare. Quella notte è stata ricostruita nei dettagli dalle testimonianze delle amiche e dei conoscenti della giovane, di chi l'ha vista in discoteca e di chi si era scambiato messaggi con lei fino a quando il telefono non le si è spento, perché scarico. Le indagini hanno anche permesso di risolvere alcuni dubbi e segnalazioni poste anche dalla famiglia e confutato altre ipotesi emerse nel corso dei mesi.
Ma il mistero sul perché Sara fosse al centro della strada resta. Due testimoni, a bordo di un'auto passata pochi minuti prima del tir, hanno raccontato di averla dovuta evitare mentre era immobile, in piedi, nello stesso punto in cui è stata travolta.
E resta il mistero anche su dove siano siano finiti un orologio e un anello che Sara aveva indosso, come dimostrano delle foto scattate in discoteca. "Domande che - si legge nella richiesta di archiviazione - nonostante gli sforzi investigativi sono destinati a rimanere tali". Continua infatti la procura: "Posto che è quanto meno probabile che entrambi gli oggetti che la ragazza indossava fossero andati distrutti nel corso del terribile incidente occorsole, occorre comunque rilevare che il loro mancato rinvenimento nonché l'assenza di un'immagine nitida degli ultimi momenti di vita della vittima non consentono di per sé soli, e alla luce delle complessive risultanze delle indagini, di sostenere che gli oggetti le fossero stati sottratti nel corso di un'aggressione di pochi istanti precedente all'investimento e che tale aggressione, terminata con l'abbandono della ragazza, avesse contribuito in modo determinante al decesso. Ciò perché non solo tale ipotesi investigativa non ha trovato alcun tipo di riscontro, ma i dati certi, raccolti nel corso delle indagini senza che alcuno degli ulteriori elementi confluiti li potesse smentire, inducono a ritenere dimostrato che Sara Scimmi si fosse allontanata dal Kaleido (la discoteca ndr) da sola e a piedi, immediatamente prima delle 3.16 e che alle 3.20 fosse già sul rettilineo ove avrebbe perso la vita, in quanto avvistata dalle testimoni e che su quel rettilineo si fosse mantenuta sino alle successive 3.24 quando, per motivi ignoti, si trovava, probabilmente già supina, ma viva, al centro della carreggiata in corrispondenza dei passaggio dell'autoarticolato in sequestro".
Nel corso delle indagini erano stati anche avanzati dubbi su come Sara fosse arrivata sul rettilineo ed erano stati pubblicati i video delle telecamere di videosorveglianza di un distributore di benzina che mostravano il passaggio di alcune auto, ma non di Sara a piedi. Video che però, nella parte acquisita dagli inquirenti subito dopo l'incidente, riprendono solo 15 minuti di ciò che è accaduto quella notte. Sara, spiega la pm, è passata a piedi "in un momento che le telecamere hanno senz'altro ripreso, ma in uno spezzone di filmato che non è stato tempestivamente acquisito verosimilmente perché ritenuto, al momento dei primi accertamenti non utile, ove proritario era identifcare l'autore dell'investimento".
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