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Razzismo, raid in casa di un migrante 22enne nel Salento: insulti e una costola rotta

LECCE - "Bastardo di un negro". E ancora "vai via, questa non è casa tua, vattene in Africa". Sono alcuni degli insulti ricevuti da un ragazzo della Sierra Leone che, nella notte tra il 21 e il 22 gennaio è stato aggredito da un gruppo di ragazzi. Il caso di razzismo arriva da Trepuzzi, nel Salento, dove due degli aggressori sono stati identificati e denunciati: sono un 32enne e un 34enne che dovranno rispondere di lesioni personali, minaccia, danneggiamento e violazione di domicilio.
Alhayi Turay, 22 anni, da otto mesi vive nel paese salentino dove è impiegato come custode degli impianti sportivi e già a ottobre insieme con due connazionali era stato vittima di un altro episodio di razzismo. L'altra notte stava dormendo quando è stato svegliato da alcuni rumori: qualcuno, infatti, stava battendo forte contro la porta. Un ragazzo si era introdotto nella sua abitazione mentre altri, invece, erano rimasti fuori.
Alhayi Turay è stato prima insultato, poi colpito con una sedia sino a quando non è riuscito a scappare dalla finestra, rifugiandosi in un boschetto a pochi metri da casa sua. Il gruppo di ragazzi, sicuramente del posto, hanno continuato a insultarlo prima di andare via. Il giovane migrante ha chiesto aiuto ad alcuni amici italiani che lo hanno accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Campi salentina dove i medici gli hanno diagnosticato un trauma a una costola, giudicandolo guaribile in 20 giorni.
Il caso sul quale indagano i carabinieri ha suscitato indignazione nel paese salentino. Per il sindaco Giuseppe Taurino si tratta di "un fatto grave che non può rimanere impunito e che deve scuotere le coscienze della nostra comunità. Il messaggio delle istituzioni, della scuola, del mondo cattolico, dei cittadini - spiega - deve andare verso una sola ed unica direzione di condanna. Non possiamo permettere a chi fomenta l'odio razziale di poter macchiare il senso civico della nostra comunità".
Luigi Renna, consigliere comunale e legale di Alhayi Turay, dice: "E' un episodio di una gravità inaudita che non trova giustificazioni se non nell'odio razziale. Da legale invece annuncio che chiederò una pena esemplare, perché sia da monito per il futuro". Il 6 ottobre mentre camminava con due connazionali, Alhayi era stata colpito con una mazza da baseball.
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