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Mafia, sequestrato a Malta il tesoro di Bacchi. Ecco il forziere del "re" delle scommesse on line

Era il manager prediletto delle cosche per le scommesse on line. Benedetto Ninì Bacchi è in carcere dal primo febbraio scorso, adesso la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo dispone il sequestro del suo impero, su proposta del questore Renato Cortese. Il cuore del patrimonio, che vale 6 milioni di euro, è in quattro società che hanno sede a Malta, da lì passavano i soldi dei 700 punti scommesse con il marchio B2875 gestiti per conto dei clan. I poliziotti della Divisione Anticrimine hanno fatto scattare i sigilli anche a 11 immobili che si trovano fra Palermo, Partinico e Borgetto, a 3 veicoli, a 6 rapporti finanziari, a 4 società con sede a Partinico. Ma è sulle società maltesi che si appuntano le attenzioni degli investigatori.
Un altro provvedimento di sequestro riguarda il boss Francesco Nania, uno dei soci occulti di Bacchi. Aveva una società con sede a Ottaviano (Napoli) che opera nel settore alimentare, veniva utlizzata per esportare prodotti siciliani negli Stati Uniti.
Mafia, sequestrato a Malta il tesoro Bacchi, il "re" delle scommesse on line
Mafia, sequestrato a Malta il tesoro di Bacchi. Ecco il forziere del "re" delle scommesse on line

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Bacchi e Nania meditavano tanti altri affari, ma poi le indagini della squadra mobile hanno fatto scattare un blitz. “Bacchi era davvero un insospettabile – dice il questore di Palermo – chi lo avrebbe detto che lavorava al servizio delle cosche?”. Dieci anni fa, dichiarava al Fisco un reddito di 662 euro. Poi, all’improvviso, diventò il “re” siciliano delle scommesse on line. Benedetto Antonio Bacchi da Partinico, classe 1972, ha avuto sempre un grande senso per gli affari e soprattutto per certe amicizie. Non si faceva alcun problema a passeggiare in paese con il capomafia Francesco Nania, appena scarcerato. Sembravano inseparabili. E persino la moglie di Bacchi era infastidita: “Solo perché hai i soldi ti senti di essere un signore, ma sei una merda — gli urlava a casa — Sei un delinquente rivestito di soldi, ben protetto e coperto”. E lui urlava ancora più forte: “Io lo squalo sono, non l’hai capito?”. Ora, Bacchi è in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
“Quello dei giochi è un settore oggi strategico per l’organizzazione criminale – dice ancora il questore Cortese – quanti altri Bacchi ci sono in giro? Quanti altri insospettabili al servizio della mafia degli affari? Gente che frequenta i salotti buoni della città e poi aiuta l’organizzazione mafiosa a realizzare sempre nuovi investimenti, magari attraverso il web”.
Lo “squalo” era attentissimo a curare la sua immagine. Tre anni fa, aveva persino annunciato una grande iniziativa di beneficenza per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto: “Un centesimo per ogni operazione di B2875”. E spiegava ai suoi il progetto di comprare un giornale, per “fare tanti progetti di legalità”. Ma, per fortuna, un altro aspirante candidato paladino di certa finta antimafia è stato fermato in tempo.
Le indagini patrimoniali della sezione Misure di prevenzione della Divisione Anticrimine proseguono. "C'è un rinnovato impegno a livello nazionale - spiega Renato Cortese - sul fronte delle indagini patrimonali che poi portano alle proposte di sequestro avanzate dai questori. Per scoprire i patrimoni della criminalità organizzata, ma anche dei grossi rapinatori e dei trafficanti di droga".
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