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"Rischia il carcere per chi non eradica gli ulivi con la Xylella", dal governo schiaffo al senatore M5s

Si rischia il carcere da uno a 5 anni se non si attuano le misure fitosanitarie ufficiali per contrastare la diffusione della xylella: è l'ultima novità sul fronte della lotta alla malattia che sta distruggendo gli ulivi pugliesi. Lo prevede un emendamento al decreto Semplificazioni.
Se passasse, si rischia di essere condannati alla reclusione perché non siano distrutte piante infetta o i prodotti delle piante contaminate. Il pugno di ferro arriva da Roma nel giorno in cui il governatore pugliese Michele Emiliano, ha assicurato la "continuazione del monitoraggio sistematico" in tutta la Piana degli Olivi Monumentali, tra Carovigno e Monopoli, "anche delle parti di essa che per effetto della classificazione di zona infetta comporterebbero la sospensione del monitoraggio stesso".
Una misura che suona quasi come uno schiaffo per il parlamentare Cinque stelle, Lello Ciampolillo, protagonista di una vicenda particolare legato a un albero infetto in agro di Cisternino, in provincia di Brindisi. Per bloccare l'eradicazione di quello che aveva definito "testimone, forse per alcuni scomodo, della non corrispondenza tra la presenza di yylella e il disseccamento" il senatore barese aveva eletto il terreno a 'residenza parlamentare'. Nonostante la sua dura opposizione, il 14 gennaio scorso i tecnici dell'agenzia regionale irrigui e forestali erano riusciti ad abbattere l'ulivo.
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