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Caritas, la solidariet? viaggia sullo smartphone: l'esperimento per donare un pasto ai bisognosi con un'app

La carità diventa 4.0. Con un'app già disponibile su cellulari e tablet Android, per "transazioni sicure, rapide e tracciabili". Lontane dai falsi poveri come dal racket dell'elemosina. Si chiama Tucum e arriva da un'intuizione di Giandonato Salvia: allargare la tradizione napoletana del caffè sospeso a sostegno di clochard e indigenti. Non più, o non solo, l'espresso già pagato in favore di chi non può permetterselo: "L'obiettivo - spiega il 30enne di Monopoli - è quello di offrire una colazione, pranzo e cena dignitosi a chi non riesce a unire i tre pasti quotidiani. E di farlo con dignità".
Una specie di vocazione naturale per chi, come Salvia, ha una laurea in economia degli intermediari e dei mercati finanziari. E un passato da volontario in Africa - Guinea Bissau, Congo, Mozambico o Tanzania, per esempio - come in Brasile, Bulgaria ed Equador sulle orme di papà Vincenzo, ginecologo, oggi in pensione, che nel 1984 fonda la onlus Solidarietà missionaria.
Ed ecco che gli studi, l'esperienza di vita - "a 17 anni mi sono trovato di fronte a persone malate di lebbra o tubercolosi" - e la tecnologia, l'hanno portato a mettere su la sua Tucum, dal nome di un anello in legno diffuso in Brasile, già usato dagli schiavi sotto la dominazione portoghese per riconoscersi "fratelli nella schiavitù".
Lanciata sul web il 10 dicembre in collaborazione con Caritas italiana, l'app ha raccolto un centinaio di utenti. "La raccolta è già partita e ci auguriamo che le donazioni crescano sempre di più", commenta l'ideatore. Piccole somme, "nello spirito dell'iniziativa". Da un minimo di 20 centesimi a un massimo di 10 euro. Funziona così. Tramite l'app vengono raccolti i fondi destinati alle varie Caritas diocesane, "già 15 quelle che hanno aderito". I beneficiari, individuati dalle stesse Caritas, ricevono una tessera di ultima generazione (contactless), una specie di carta di credito su cui vengono caricati i tucum. Ovvero i crediti da spendere solo nella rete degli esercizi commerciali convenzionati, che è in via di definizione.
A Bari hanno aderito un bar e un panificio, gli altri negozi - "cinque o sei al momento" - sono sparsi fra Puglia e Sicilia. Come in via di definizione è il massimo della spesa possibile in termini di controvalore monetario. Mentre solo 12 centesimi a transazione andranno alla banca partner - "un miracolo", per Giandonato - e due euro al mese all'organizzazione, per sostenerne i costi. "Li chiediamo al beneficiario, perché il messaggio è: Tu non sei un numero, aiutaci ad aiutare".
Il resto non manca. L'entusiasmo di Giandonato e di suo fratello Pierluca, innanzitutto. Che hanno costituto una srl semplificata, in attesa di trasformarla in impresa sociale. App Acutis l'hanno chiamata, in onore di Carlo Acutis, il 15enne milanese morto per una leucemia fulminante e dichiarato venerabile da papa Francesco il 5 luglio. "E per noi App significa Acuti pro pauperibus, cioè ingegnosi a favore dei poveri". Salvia lo dice anche nel libro dato alle stampe per le edizioni San Paolo, L'economia sospesa. Il suo sogno. A portata di click.
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