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La Cgil a congresso per scegliere l'erede di Camusso: a Bari sfida in bilico tra Landini e Colla

La Cgil alla prova del cambio di leadership: si apre a Bari il XVIII Congresso della confederazione che quest'anno coincide con l'elezione del segretario generale, dopo gli 8 anni di mandato di Susanna Camusso. Il sindacato arriva all'appuntamento spaccato con il duello tra i due candidati Maurizio Landini e Vincenzo Colla. A meno di sorprese dell'ultima ora, sembra sempre più probabile che si arrivi a liste contrapposte e alla conta per scegliere l'uomo che dovrà traghettare la Cgil in questi anni difficili e di cambiamento.
Anche se proseguono i contatti e le diplomazie sono comunque a lavoro per cercare una soluzione unitaria. Landini ha assicurato che la confederazione non si spaccherà su questo e che si troverà una soluzione con intelligenza e nel rispetto delle regole democratiche. Colla, dal canto suo, ha assicurato che nessuno vuole vedere la rottura della Cgil e che bisogna continuare a lavorare per l'unità.
In effetti la conta sarebbe uno scenario inusuale per il sindacato: l'unico precedente simile di una sfida a due così netta risale al 1994 per il successore di Bruno Trentin. I candidati in campo erano Sergio Cofferati e Alfiero Grandi ma a poche ora dal voto Grandi si ritirò. Allora era stata designata una commissione di saggi per consultare i membri del direttivo (che eleggevano il nuovo leader) e portare al voto un solo candidato.
Alla convention, che si chiuderà venerdì 25 gennaio, parteciperanno in tutto 868 delegati. Gli invitati sono circa 1.500 con gli oltre 100 ospiti delle delegazioni straniere in rappresentanza di 40 Paesi. Pesa anche l'assenza del governo.Mercoledì 23, dopo la relazione di Camusso, ci saranno gli interventi dei segretari generali di Cisl e Uil, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

In platea sono attesi anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e altri esponenti politici come i candidati alla segreteria del Pd Maurizio Martina e Nicola Zingaretti. Grande assente è il governo.
Mercoledì 23 è prevista anche la lectio magistralis di Rosy Bindi, ex ministro della Sanità, sul 40esimo anniversario della riforma sanitaria. Giovedì 24 saranno svolti tutti gli adempimenti congressuali e alle 15 verrà convocata l'assemblea generale con circa 300 membri che eleggeranno il nuovo leader. Venerdì infine ci sarà il saluto al segretario uscente Camusso e il primo discorso del nuovo eletto alla guida del primo sindacato italiano.
La sfida tra Maurizio Landini, 57 anni, ex leader Fiom e Vincenzo Colla, 56 anni, con un passato nella segreteria generale dell'Emilia Romagna è sul filo di lana. Entrambi fanno parte della segreteria della Cgil e sosterranno al congresso lo stesso documento 'Il Lavoro e che ha raccolto il 97,91% dei voti. Sulle 12 categorie, sette sono a favore di Landini e cinque di Colla ma il peso sembra quasi essere equivalente, anche se il voto resta segreto e potrebbero esserci sorprese dell'ultimo minuto.
Landini può contare sui metalmeccanici della Fiom, sulla Funzione pubblica, sulla scuola, università e ricerca (Flc), su commercio, turismo e servizi (Filcams), sui bancari della Fisac, sui lavoratori dell'agroalimentare (Flai) e sugli atipici del Nidil. Colla è sostenuto invece dai pensionati dello Spi, dagli edili della Fillea, dei lavoratori dei trasporti della Filt, dei chimici-tessili ed energia della Filctem, e dei lavoratori delle telecomunicazioni (Slc). I pensionati rappresentano la metà degli iscritti alla Cgil (sono 2,7 milioni su 5,5 milioni di tesserati), ma lo Spi esprime nel complesso il 25% dei voti direttamente, l'altro 25% come quota di solidarietà è ripartita tra le categorie dei lavoratori attivi.
Le candidature 'ufficiali' arriveranno solo nel corso del Congresso all'assemblea generale. Ai due nomi si è arrivati non senza malumori e tensioni. Susanna Camusso ha proposto nella riunione di segreteria dell'8 ottobre l'ex leader della Fiom Landini. Una proposta condivisa dalla maggioranza della segreteria confederale e avanzata dopo "un amplissimo confronto interno", sottolinea Camusso ma da subito obiettata da Vincenzo Colla e Roberto Ghiselli.
I due membri della segreteria hanno mosso rilievi di "merito e di metodo" sottolineando che sul nome di Landini non vi era unità e che era meglio non fare forzature e istruire un percorso per arrivare a una sintesi condivisa. Per ricucire in parte lo 'strappo' ci sono voluti altri due direttivi. Quello dell'11 novembre ha sancito come legittima la proposta di candidatura di Landini ha anche preso atto "che su questo percorso si sono legittimamente manifestate differenti posizioni". Nella riunione del 20 dicembre poi Colla ha annunciato la sua disponibilità a candidarsi.
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