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Tragedia in discoteca, le indagini: "Venduti 1.400 biglietti per 469 posti, morti per il cedimento delle balaustre"

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Cronaca


Panico in discoteca a Corinaldo per spray urticante: 6 morti nella calca al concerto del rapper Sfera Ebbasta[/url]


di ALBERTO CUSTODERO
CORINALDO (ANCONA). C'era troppa gente dentro la discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove nella notte tra venerdì e sabato è scoppiato il panico e dove nella calca sono morte sei persone. La capienza massima del locale, infatti, è di circa 871 persone, ma l'evento si svolgeva nella sola sala principale, da 469 posti. I presenti parlano di una folla ben più numerosa accorsa per il concerto del trapper Sfera Ebbasta. E c'è un padre che racconta: "Uno dei miei figli aveva il biglietto numero 1350. E lo aveva acquistato in prevendita...". Per questo, sono stati messi sotto sequestro sia le matrici dei biglietti staccati sia, naturalmente, l'intero locale. La procura di Ancona ha aperto un'inchiesta: a condurla il procuratore capo Monica Garulli e quello per i minorenni, Giovanna Lebboroni, a coordinarla il procuratore generale Sergio Sottani. La stessa Garulli, impegnata in un sopralluogo sul posto con i colleghi e gli investigatori, ha chiarito che erano stati venduti 1.400 biglietti. Ora si procede per omicidio colposo plurimo. I titolari della Lanterna Azzurra sono stati già sentiti. Mentre il video di una ragazza, che ha ripreso con il telefonino i momenti della tragedia, è stato acquisito dagli inquirenti, insieme ad altre decine di altri filmati. Anche il premier Giuseppe Conte, arrivato ad Ancona per un vertice in prefettura, conferma: "Risultano venduti 1.400 biglietti. Ma pure che era aperta una sola sala sulle tre della discoteca, con una capienza di 469 persone. Con i numeri quindi non ci siamo".

L'inchiesta


Oltre al fronte del possibile sovraffollamento, però, si indaga anche sulla causa scatenante della fuga dalla discoteca: all'origine del panico, sembrerebbe esserci stato l'utilizzo da parte di qualcuno di uno spray urticante. Questa è la pista più probabile su cui si stanno muovendo gli inquirenti: i sintomi riscontrati e raccontati da coloro che si trovavano nella discoteca, infatti, corrispondo a quelli provocati da sostanze come lo spray al peperoncino. Quello che ancora non si sa è chi abbia usato questa sostanza e per quali motivi. Si era parlato di una ragazza che voleva difendersi da molestie, poi di una persona incappucciata che sarebbe salita su un cubo per ballare e avrebbe spruzzato lo spray. Nei confronti di questa persona, una volta individuata, il reato contestato potrebbe essere morte come conseguenza di altro reato oppure omicidio preterintenzionale. Al momento, comunque, non risultano iscritti nel registro degli indagati, mentre prosegue l'attività del Ris dei carabinieri all'interno del club alla ricerca di tracce della sostanza che avrebbe intossicato i presenti.

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La dinamica


A dare una prima ricostruzione della dinamica dei fatti è stato il questore di Ancona, Oreste Capocasa (qui le foto dei soccorsi): "L'uscita di sicurezza si è aperta, ma appena fuori i due parapetti laterali in ferro non hanno retto, perché arrugginiti, e le persone sono cadute una sull'altra", ha spiegato. I parapetti, messi a protezione della passerella che dalla porta permette di attraversare un piccolo fossato e di raggiungere l'esterno, avrebbero ceduto sotto il peso della massa di persone che stavano scappando dal locale. Sarebbe, quindi, smentita per ora la ricostruzione iniziale di un giovane ferito, secondo cui una delle tre uscite di emergenza sarebbe stata sbarrata: "I buttafuori ci dicevano di rientrare...". Il racconto del giovane, che è ovviamente sotto shock, sarà comunque verificato in maniera più approfondita.
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Anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, arrivato nel pomeriggio ad Ancona, conferma l'ipotesi del sovraffollamento: "E' molto probabilmente vero che all'interno del locale c'era molta più gente del previsto e del permesso - ha detto - mi sembra che la capienza fosse inferiore alle 900 persone, anche una unità in più è stata un errore che ha complicato tutto. Ci sono indagini in corso. Mi sembra di potere smentire l'ipotesi che la porta della uscita di sicurezza fosse chiusa. Hanno probabilmente ceduto due parapetti, per la forza d'urto della calca dei ragazzi che uscivano. Nell'area c'era una sostanza che infastidiva, si parla di puzza di ammoniaca e si parla di spray urticante".
"Lo spray urticante è una delle ipotesi, ma le stiamo seguendo tutte", ha precisato a questo proprosito Cristian Carrozza, comandante provinciale dei carabinieri di Ancona. E sul numero di persone in discoteca ha spiegato: "Stiamo accertando questo punto con la collaborazione dei vigili del fuoco. Il numero effettivamente era elevato".
Paradossalmente, chi è rimasto all'interno del locale, non ha subito danni gravi, come confermano i vigili del fuoco, che sono intervenuti per i primi soccorsi e per mettere in sicurezza l'area. "Dentro - ha spiegato uno di loro - la situazione era di grande agitazione, ma chi si è trattenuto è stato portato fuori in maniera ordinata". La situazione più grave era, invece, all'esterno del club, dove si è diretta la maggior parte degli spettatori per cercare di fuggire rapidamente dal locale: "Quando sono arrivati i colleghi di Senigallia, la sede più vicina, si sono trovati di fronte a persone a terra, alcune ferite altre decedute", racconta ancora il vigile del fuoco.
Il rispetto delle norme sulla sicurezza nella discoteca, ha riferito ancora il questore Capocasa, è "in fase d'accertamento da parte dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della polizia". Il questore ha ripetuto: di certo "dopo l'uso di spray al peperoncino, i giovani si sono precipitati verso le uscite di sicurezza e subito dopo averne varcata una, sulla destra, i due parapetti in ferro non hanno retto perché erano arrugginiti". Capocasa ha poi precisato: "Si stanno ancora sentendo le persone. I ragazzi che erano dentro la discoteca sono molto provati e riuscire a capire bene cosa sia successo in questi momenti non è così semplice".
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I precedenti: spray al peperoncino per furti


La memoria è andata subito agli incidenti di piazza San Carlo, a Torino, ma non è la prima volta che a un concerto di Sfera Ebbasta viene spruzzato spray al peperoncino. Un precedente si è verificato proprio nelle Marche, a Senigallia, nel locale Mamamia, al punto che gli inquirenti stanno valutando eventuali collegamenti tra i due episodi. Distanti solo di pochi chilometri i due locali e quasi identiche le circostanze del fatto. Un altro caso analogo, poi, si è registrato anche a Torino, a settembre. L'ipotesi è che lo spray venga usato come diversivo per piccoli furti. La "banda dello spray al peperoncino" aveva colpito anche in occasione del concerto di Ghali, rapper italo-tunisino, sempre a Torino. Ma pure a Milano si moltiplicano gli allarmi sull'uso di questa sostanza.
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