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RiMaflow, 300 lavoratori in presidio a Trezzano: sgombero rinviato al 30 aprile

E' cominciato all'alba il presidio davanti alla fabbrica occupata RiMaflow di Trezzano sul Naviglio (Milano). In circa 300, tra operai e simpatizzanti, hanno manifestato in attesa dell'ufficiale giudiziario per la consegnare l'ordinanza di sgombero. Ordinanza che alla fine non è arrivata, perché la trattativa in prefettura si è conclusa con il rinvio dello sfratto al 30 aprile. Un corteo per le strade del paese è partito dallo stabilimento occupato appena sono arrivate notizie da Milano a proposito della conclusione della discussione fra la delegazione degli operai e il prefetto.
Trezzano sul Naviglio, il presidio degli operai contro lo sgombero di RimaFlow
E lultimo atto di questa lunga vertenza iniziata sei anni fa con loccupazione dello stabilimento da parte di 120 lavoratori che hanno avviato forme di produzione e laboratori artigianali, unesperienza di autogestione operaia e di mutualismo che ha trovato validi alleati persino nella chiesa di Milano, con gli arcivescovi Scola e Delpini che sono stati più volte a celebrare messa fra i lavoratori nei capannoni dello stabilimento che occupa unarea di 30mila metri quadrati. Oggi lì hanno sede vari laboratori, botteghe artigiane, depositi, attività di stoccaggio e di produzione avviate in forma cooperativa dai disoccupati e sostenute da un grande numero di personalità, che in questi giorni hanno anche firmato un appello di solidarietà. Fra i firmatari don Massimo Mapelli, responsabile Caritas sud Milano presente al presidio e al corteo con gli operai - don Gino Rigoldi, fondatore di Comunità nuova, Carlo Cabassi, imprenditore, e il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
Gli operai: "Il lavoro è dignità, combatteremo"
Lultima minaccia di sgombero è arrivata attraverso un decreto di sfratto nei confronti di Virum, unimmobiliare inadempiente e inesistente da anni nel sito. Il decreto del Tribunale permette di ottenere la liberazione dellarea da persone e da cose, mentre le istituzioni sbandierano uninchiesta sullo smaltimento illecito dei rifiuti, che ha portato allaccusa infamante di RiMaflow come parte di unassociazione a delinquere e allarresto del presidente della Cooperativa Massimo Lettieri: ossia il rovescio esatto di quanto fatto in questi anni come scelta ambientalista e di contrasto della criminalità organizzata sul nostro territorio da parte di RiMaflow! , spiegano i manifestanti in un post su Facebook.
Di questa inchiesta non si parla già più e si concluderà forse senza neppure celebrare un processo, mentre Virum si è sciolta come neve al sole ma sembra rimanere in vita solo per essere oggetto dello sfratto! Unicredit Leasing non accetta la regolarizzazione delloccupazione, come proposto anche dalla Prefettura di Milano per lalto valore sociale dellesperienza operaia di tutti questi anni, anni in cui la fabbrica sarebbe stata magari riempita di rifiuti poi dati alle fiamme, come succede ormai quotidianamente proprio in questi territori.
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