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Genova, blitz dei "gilet gialli" al casello: fumogeni e scritte contro Aspi

Genova, blitz dei "gilet gialli" al casello: fumogeni e scritte contro Aspi
(afp)
Emuli dei "gilet gialli" francesi in azione a Genova. Nel tardo pomeriggio al casello di Genova est la viabilità è stata intrrotta dopo che una decina di persone con il volto nascosto da sciarpe e passamontagna hanno lanciato dei fumogeni sulle corsie di accesso.

E' stato un blitz fulmineo ripreso in parte dalle telecamere di sicurezza poichè le stesse sono state coperte all'inizio del raid con dei sacchetti di plastica.

E' stato dato l'allarme e le pattuglie della Polstrada si sono portate sul posto. Ma nel frattempo i "gilet gialli" erano già fuggiti a piedi verso la collina soprastante.

A terra è stata scritta la frase in genovese: "Autostrade spa assassini nu paghemmu ciù". Una sbarra di accesso del casello sarebbe stata forzata.

Inoltre sono stati lanciati alcuni volantini anonimi con scritto: "Apriamo i caselli, paga Autostrade".

Sull'azione sono in corso indagini della Digos. Secondo le prime indiscrezioni gli inquirenti non pensano all'azione di gruppi di antagonisti o anarchici bensì a qualche cittadino emulo della protesta francese e suggestionato anche dal crollo del ponte. Si pensa anche ad ambienti che parteciparono, qualche anno fa, alla cosiddetta protesta dei "forconi", ma anche ad esponenti del mondo ultrà. Sicuramente l'azione è stata preparata con cura da chi conosceva bene tutta la zona.

Non sembra comunque un caso che la prima comparsa dei giubbotti o "gilet jaunes" sia avvenuta proprio a Genova la città divenuta, suo malgrado, un simbolo dopo la caduta di ponte Morandi. In Francia, infatti, la protesta di massa contro il caro benzina si è velocemente spostata alle autostrade, anch'esse bersaglio sia per le tariffe che in quanto simbolo dei poteri forti.

In procura il raid al casello di Genova Est è stato preso in seria considerazione poichè si teme che il sentimento ostile nei confronti di Autostrade, al quale hanno contribuito anche le durissime prese di posizione del vicepremier Dimaio e dal ministro Toninelli,possa generare altri atti dimostrativi o di vero e proprio danneggiamento.
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