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"Il bimbo avr? due mamme". La sentenza del Tribunale boccia il rifiuto del sindaco Bucci

"Il bimbo avr? due mamme". La sentenza del Tribunale boccia il rifiuto del sindaco Bucci
Un momento gay pride a Genova
GENOVA. Un bimbo e le sue due mamme sconfiggono il sindaco in tribunale. Una battaglia legale che non avrebbe neppure dovuto cominciare, che le sue mamme hanno provato a evitare, cercando di parlare direttamente con il primo cittadino che però non ha accettato di dare indicazioni diverse ai suoi uffici dellanagrafe. Protagonista della vicenda, così come della sentenza della IV sezione civile del Tribunale di Genova, presieduta da Daniela Canepa, è un bimbo genovese.
Che per decisione del Tribunale di Genova, da ieri, ha due genitori: e sono le sue due mamme. Contro di loro, in aula, si sono costituiti il Comune di Genova e la Prefettura. Sconfitti entrambi. Si tratta della terza sentenza del genere in Italia negli ultimi sei mesi e la prima a Genova e in Liguria. Le due mamme del bimbo si amano molto e decidono di ricorrere alla fecondazione medicalmente assistita, allestero. Il bimbo cresce nella pancia di una delle sue mamme e nasce a Genova.
Sarebbe una storia bellissima, della nascita di un bimbo tanto voluto, se non ci fosse una porta sbattuta in faccia ai diritti del bambino, come ha chiarito ieri il Tribunale di Genova: la porta dellufficio anagrafe. Un ufficio che non vuole registrare il nome dei suoi genitori: perché sono due mamme. In Italia non esiste una legge che regolamenti la possibilità di riconoscere un bambino da parte di due genitori dello stesso sesso, ma non ne esiste neppure una che lo vieti.
E, nel silenzio della norma, così come accaduto a Torino, con la sindaca Chiara Appendino, si può intervenire con una disposizione amministrativa.

Le due mamme si sono recate allanagrafe e hanno chiesto di essere registrate entrambe come genitori del bambino - spiegano le avvocate della famiglia, Elena Fiorini e Ilaria Gibelli - e hanno basato la loro richiesta sul consenso informato della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, sulla volontà e non sul dato biologico.

Ma i funzionari dellanagrafe sono stati irremovibili proprio perché la legge non prevede che i genitori siano dello stesso sesso e hanno rifiutato la registrazione.

A luglio scorso, dunque, è stato depositato dalle avvocate Fiorini e Gibelli, per conto della famiglia, il ricorso contro il rifiuto degli uffici. Un ricorso che invece di cercare di sfondare un portone chiuso, ha messo al centro i diritti del bambino. E di tutti quelli come lui. Abbiamo messo laccento sullinteresse del minore - spiegano Fiorini e Gibelli -perdere il diritto alla bigenitorialità significa perdere molti diritti: lassegno di mantenimento in caso di rottura del rapporto tra i genitori, il diritto alle famiglie, cioè ad avere nonni legalmente riconosciuti, il diritto alla successione e dunque alleredità. Negare la bigenitorialità è negare diritti al bambino. E la giudice ha fatto sua questa tesi, così come del resto laveva condivisa il pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati. Proprio ieri è arrivata la sentenza, collegiale, scritta dalle magistrate Daniela Canepa, Maria Antonia Di Lazzaro e Laura Cresta: in cui si richiama levoluzione del diritto di famiglia italiano, con riferimento specifico allo status filiationis e, dunque, dei diversi modelli di genitorialità che ad esso possono dare luogo e, rispettivamente, quella da procreazione naturale, adottiva, e quella da procreazione medicalmente assistita.
Proprio su questultima, le giudici si soffermano: in essa assume importanza centrale la consapevole assunzione di responsabilità genitoriale allatto di intraprendere un percorso di procreazione assistita. In sentenza viene citata poi la non contrarietà allordine pubblico dellomogenitorialità e più avanti in questo settore non si può più fare esclusivo riferimento ai concetti tradizionali di paternità, maternità, filiazione, derivanti dal dato procreativo naturale. La sentenza, così, ordina allufficiale di stato civile del Comune di procedere alla rettificazione dellatto di nascita del minore con lindicazione della doppia genitorialità. Ha vinto il bimbo. E, da ieri, le sue due mamme.
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Mario Calabresi
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