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Lascia a casa 10 mila euro e un biglietto cifrato: a Lajatico il mistero dell'imprenditore scomparso

Lascia a casa 10 mila euro e un biglietto cifrato: a Lajatico il mistero dell'imprenditore scomparso

E' uscito di casa per accompagnare i figli a scuola e dal 19 settembre scorso non è più tornato. Due segnalazioni a Lucca e Pontedera, l'auto ritrovata in un parcheggio. Poi di Salvatore Mannino, 52 anni, imprenditore di Lajatico, nel Pisano, si sono perse le tracce. Un mistero lungo quasi un mese, un giallo che al suo interno contiene altri piccoli enigmi da risolvere. Come il biglietto cifrato lasciato da Mannino sulla sua borsa da lavoro, insieme al telefonino spento e su cui erano state cancellate le chiamate e la cronologia web, l'agenda e due mazzette da 10.300 euro. Per decifrare il messaggio ci è voluto un giorno, e a riuscirci è stato il figlio dell'imprenditore, campione di matematica. Lui ha capito che quella sequenza numerica, trasformata in lettere, recitava: "Perdonami scusa".
Perché Mannino, non appassionato di criptografia, ha voluto lasciare un messaggio nascosto? E da dove arrivano i 10 mila euro? Secondo la famiglia, assistita dall'avvocato Ivo Gronchi, questa potrebbe essere parte di una somma che l'imprenditore potrebbe star utilizzando per la sua fuga. La speranza, ma anche le supposizioni dei familiari, è che infatti l'uomo non sia sia suicidato, ma si sia solo allontanato: "La famiglia spera che il biglietto lasciato da Salvatore Mannino si riferisca ai soldi e non alla volontà di togliersi la vita, ovvero che sia un modo per chiedere scusa per averli abbandonati ed essersene andato con altri contanti", afferma Ivo Gronchi.
L'imprenditore da dove ha preso però questi soldi? Dai conti correnti non risultano movimenti recenti di rilievo, né sono emerse chiamate anomale dai tabulati telefonici controllati dai carabinieri. "Il sospetto e anche la speranza della famiglia è che quei 10.300 euro siano solo una parte di una somma contante che permette a Mannino di gestirsi senza lasciare tracce", spiega l'avvocato. E, raccontano i familiari, l'uomo non aveva problemi economici da far pensare a un suicidio: "Questa ipotesi con il passare dei giorni è ritenuta assai meno probabile dai familiari - dice l'avvocato - anche perché le condotte dell'uomo prima di andarsene sembrerebbero non compatibili con un atto disperato: ha infatti spento il telefonino, cancellando prima tutte le chiamate effettuate e la cronologia web".
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