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Caso Yara, il processo contro Bossetti in Cassazione. Il sostituto pg: "Non ha avuto piet?, ergastolo"

"Nessun ragionevole dubbio", Massimo Bossetti merita l'ergastolo. Sono passate quattro ore dall'inizio dell'udienza quando il sostituto pg della Cassazione, Mariella De Masellis chiede per il muratore di Mapello, in carcere per l'omicidio di Yara la conferma delle sentenze di primo e di secondo grado.
L'udienza è in corso davanti alla prima sezione penale. Ed è rivolgendosi ai giudici che l'accusa dice, parlando dell'imputato: "Non ha avuto un moto di pietà e ha lasciato morire Yara da sola in quel campo". La tredicenne, infatti, fu trovata cadavere tre mesi dopo la scomparsa in un campo desolato a dieci chilometri da casa sua. De Masellis chiede anche la conferma dell'altra accusa: "Bossetti deve rispondere di calunnia. Ha fornito indicazioni specifiche su un individuo con cui lavorava", sviando le indagini nei suoi confronti. Per quest'accusa (calunnia, appunto, nei confronti di un collega), l'imputato era stato assolto.
L'aula è gremita e tra le persone del pubblico ci sono anche alcuni sostenitori di Bossetti che hanno esposto in piazza Cavour a Roma, sede della Corte di Cassazione, uno striscione con la scritta "Vogliamo la verità. Bossetti innocente". Non ci sono però i familiari dell'imputato né quelli di Yara.
L'omicidio di Yara: le indagini e il processo - Videoscheda
Caso Yara, il processo contro Bossetti in Cassazione. Il sostituto pg: "Non ha avuto piet?, ergastolo"

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Il collegio della Cassazione è presieduto dal giudice Adriano Iasillo, la requisitoria sarà tenuta dalla sostituto pg Mariella de Masellis. Ricorre la difesa di Bossetti, con gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che hanno presentato - contro la sentenza pronunciata dalla corte d'assise d'appello di Brescia il 17 luglio 2017 - 23 motivi di ricorso, in 600 pagine, molti dei quali riguardano la formazione della prova principale, il Dna. La procura generale ricorre a sua volta contro l'assoluzione di Bossetti per calunnia nei confronti di un collega.
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Yara scomparve all'uscita della palestra, e il suo cadavere venne trovato il 26 febbraio 2011, in un campo a una decina di chilometri di distanza da Brembate. Sul corpo furono trovate tracce biologiche dalle quali i carabinieri sono risaliti a un Dna maschile. Il soggetto fu inizialmente chiamato "Ignoto 1". Un Dna simile fu poi trovato mesi dopo su una marca da bollo di un uomo morto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Da qui l'intuizione che "Ignoto 1" potesse essere un suo figlio illegittimo.
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Dopo lunghe e complesse indagini, con prelievi a tappeto sulla popolazione della zona, Massimo Bossetti è stato arrestato nel giugno 2014. A suo carico, oltre al Dna, anche le riprese di una telecamera che mostrano il suo furgone passare davanti alla palestra di Brembate pochi minuti prima che Yara scomparisse. Il muratore di Mapello si è sempre dichiarato innocente.
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