Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Palermo, scoperto un laboratorio per modificare armi. Blitz della squadra mobile in una villa di Ciaculli

Nella Palermo sotterranea che scorre veloce fra i vicoli del centro storico e i casermoni dello Zen, una pistola modificata è il simbolo dei nuovi ras della strada. Giovanissimi e già determinati a scalare in fretta tutte le gerarchie. Facevano la fila per entrare nelle grazie del più esperto artigiano sul mercato, un lavoratore Pip, che aveva aperto un laboratorio in una villa di Ciaculli. Un blitz della polizia, ieri mattina, ha interrotto il via vai. Gli investigatori della squadra mobile e del commissariato Zisa hanno trovato una decina di pistole, alcune con matricola abrasa, altre erano dei modelli giocattolo trasformate in micidiali strumenti di morte. Arrestati l'uomo e la moglie, che hanno 49 anni, e il figlio, di 29. Avevano allestito non solo un efficiente laboratorio, ma anche un poligono di tiro, per provare i modelli che modificavano su richiesta dei clienti. "Questa operazione è un segnale di ottimo controllo del territorio - dice il questore Renato Cortese - Ogni tentativo di ripresa da parte delle famiglie mafiose viene stroncato".
Palermo, scoperto un laboratorio di armi in una villa di Ciaculli
Palermo, scoperto un laboratorio per modificare armi. Blitz della squadra mobile in una villa di Ciaculli

in riproduzione....
Condividi
Ora, si indaga per capire quale fosse esattamente il giro dell'artigiano del crimine, un pregiudicato con pesanti precedenti per armi e droga. Si riparte da lui, ma anche dalle pistole ritrovate, che sono all'esame della sezione balistica del Gabinetto regionale di polizia scientifica. "La perquisizione è durata diverse ore - spiega il capo della Mobile, Rodolfo Ruperti - ed ha impiegato decine di uomini. Ci siamo avvalsi di metal detector e cani antiesplosivo, perché l'area dell'intervento era estesa e le armi erano ben occultate in doppifondi all'interno di botole interrare, in tubi e all'interno di camini". L'indagine è in pieno svolgimento. Si proverà a capire se le pistole hanno sparato in occasione degli ultimi delitti di mafia. Delitti ancora irrisolti, che hanno scandito la più recente stagione di riorganizzazione delle cosche. Nel settembre del 2011, i killer attesero che un capomafia di rango come Giuseppe Calascibetta rientrasse nella sua abitazione di Belmonte Chiavelli, non molto distante dalla villa del blitz. Nel febbraio 2013, un altro omicidio eclatante, quello di Francesco Nangano, in via Messina Marine. Un anno dopo, il delitto di un terzo boss in ascesa, Giuseppe Di Giacomo, alla Zisa. Nel maggio dell'anno scorso, l'uccisione di Giuseppe Dainotti, un vecchio capomafia che tornato in libertà voleva riprendersi il suo posto nel mandamento del centro città. Delitti "chirurgici", senza alcuna ripercussione successiva. Commessi con 7,65 e 357 Magnum. Gli investrigatori scavano nella vita del lavoratore Pip diventato artigiano delle armi, per delineare esattamente il contesto delle sue relazioni in ambito mafioso.
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Декабрь 2018    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31