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Protezione umanitaria negata al migrante che ha aggredito i poliziotti al Cara: primo effetto del decreto Salvini

La commissione territoriale di Foggia ha negato la protezione umanitaria a Omar Jallow, il 28enne gambiano protagonista della rivolta nei pressi del Cara di Borgo Mezzanone finita con l'aggressione di due poliziotti da parte di una cinquantina di migranti. E' l'effetto della prima applicazione del decreto sicurezza che prevede la revoca del permesso a chi si macchia di una serie di reati tra i quali la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale, per i quali Jallow e' stato arrestato.
Ieri il questore di Foggia aveva subito sottoposto il caso alla valutazione della commissione per l'asilo che ha deciso di revocare la protezione umanitaria di cui godeva l'immigrato che aveva anche altri precedenti penali.

Soddisfatto il ministro Salvini che dice:" Il gambiano Omar Jallow l'altro giorno non solo non si era fermato all'alt, ma aveva cercato di investire un poliziotto. Era un richiedente asilo che aveva ottenuto la protezione umanitaria grazie ad un ricorso della magistratura. Per effetto del nostro decreto, il caso e' stato subito portato alla Commissione territoriale: protezione negata! Fuori dall'Italia questi delinquenti finti profughi, dalle parole ai fatti!".
Parole che difficilmente si tradurranno in realta'. Omar Jallow viene dal Gambia, paese con il quale l'Italia non ha alcun accordo di rimpatrio. Dunque, quando uscira' dal carcere, all'immigrato verra' consegnato solo un foglio di espulsione che gli intima di lasciare l'Italia entro sette giorni con i suoi mezzi, cosa che difficilmente avverra'. L'ennesima dimostrazione che la stretta sui permessi di soggiorno non sara' realmente efficace fino a quandi Salvini non riuscira' a firmare nuovi accordi di rimpatrio. E in quattro mesi al Viminale non ne e' stato firmato neanche uno in piu' rispetto ai soli quattro gia' esistenti
Nel corso di controlli anticaporalato nelle campagne di Borgo Mezzanone (Foggia), la polizia ha arrestato Jallow - già con precedenti - per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'uomo aveva provato a investire con l'auto due agenti che gli avevano intimato di fermarsi, e poi li aveva aggrediti con l'aiuto di altri migranti nei pressi del Centro accoglienza e richiedenti asilo (Cara) della zona.
Il sindacato di polizia Sap ha sostenuto che erano oltre 50 gli extracomunitari del Cara che si sono scagliati con calci e pugni contro due poliziotti che sono rimasti feriti nella colluttazione: guariranno rispettivamente in 15 e 30 giorni. I due agenti sono stati salvati dall'intervento di altre pattuglie della polizia accorse sul luogo dell'aggressione.
È l'articolo 10 del decreto Salvini - pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale - a prevedere che, nel caso un richiedente asilo compia una serie di gravi reati (tra i quali rientra anche l'aggressione a pubblico ufficiale), il questore debba dare "tempestiva comunicazione" alla competente Commissione territoriale per il riconoscimento del diritto d'asilo. Quest'ultima provvede, si legge sempre nel testo del dl, "nell'immediatezza all'audizione dell'interessato e adotta contestuale decisione". In caso di rigetto della domanda il richiedente "ha in ogni caso l'obbligo di lasciare il territorio nazionale".
Perché tuttavia Jallow possa essere effettivamente rimpatriato nel caso di un no della Commissione alla domanda di asilo, serve che le autorità gambiane accettino il trasferimento dell'uomo dall'Italia.
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