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Salvini vede Al Sisi al Cairo: "Fare piena luce sull'omicidio Regeni"

Salvini vede Al Sisi al Cairo: "Fare piena luce sull'omicidio Regeni"
(ansa)
Una visita improvvisa e inaspettata, anche per la famiglia Regeni, che nei giorni scorsi aveva incontrato il premier Giuseppe Conte. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è volato al Cairo per incontrare il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e il ministro dell'Interno egiziano, Abdel Ghaffar. Il colloquio - ha fatto sapere il Viminale - ha riguardato il "rafforzamento delle iniziative in tema di sicurezza, contrasto all'immigrazione clandestina e al terrorismo".
Chiaramente si è parlato anche del sequestro, della tortura e dell'assassinio di Giulio Regeni, avvenuto, secondo quanto è stato possibile accertare, per mano di pezzi degli apparati del Regime egiziano che fanno direttamente riferimento al presidente Sisi e al ministro Ghaffar. Le indagini della procura di Roma, nonostante i depistaggi delle autorità egiziane (sono stati uccisi persino cinque innocenti in un conflitto a fuoco nella speranza di non fare trovare i veri responsabili dell'assassinio), hanno portato a circoscrivere nel sequestro la responsabilità di almeno nove agenti della National security, il servizio civile interno. Fino a questo momento, però, non si è riusciti ad andare oltre visto il muro egiziano. Non a caso dalla procura di Roma è arrivato una sorta di ultimatum: o entro settembre accade qualcosa, oppure è inutile continuare con questi incontri bilaterali.
Tra l'altro Salvini - che oggi ha rinnovato ad Al Sisi "la richiesta di fare piena luce sull'omicidio dello studente italiano Giulio Regeni", avvenuto il 2 febbraio del 2016 - aveva avuto modo di spiegare qual era la sua linea sul caso: fermo restando "il dolore della famiglia", era necessario riprendere i rapporti con l'Egitto. Una posizione che gli ha tirato dietro non poche polemiche, visto che l'assassinio di Giulio non attiene al dolore di una famiglia ma, come gli ha ricordato anche Amnesty International, alla libertà e alla democrazia di un paese. L'Italia.
Giulio è stato torturato dal 25 gennaio al 2 febbraio. "L'ho riconosciuto soltanto dalla punta del naso", raccontò sua madre Paola, ricordando che mai nessun cittadino italiano era stato ridotto così "dopo il nazifascismo". La famiglia Regeni, insieme con il loro avvocato Alessandra Ballerini, sta portando avanti una battaglia per ottenere verità e giustizia sulla morte di Giulio. Ma non solo: stanno ponendo con forza (anche con un lungo sciopero della fame) il problema della tutela dei diritti umani al Cairo. Da settimane è agli arresti Amal Fathy, moglie di Mohamed Lotfy, responsabile della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), nonché legale e sostenitore dei Regeni al Cairo. In passato un altro componente dello staff legale dei Regeni, Mohammed Abdallah, era rimasto agli arresti per più di sei mesi.
Per ora Al Sisi ha confermato a Salvini "la volontà e il grande desiderio di arrivare a risultati definitivi delle indagini" sull'omicidio di Giulio e "di scoprire i criminali per fare giustizia".
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