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Migranti, completato il trasbordo dei 450. Ma Salvini insiste: "Vadano a Malta o in Libia"

Il ministro Salvini insiste per mandare a Malta, o in Libia, le due navi militari su cui stamattina sono stati trasbordati i 450 migranti del barcone partito, molto probabilmente, da Zuara. "In Italia si arriva solo con mezzi legali", ha spiegato il ministro in un colloquio con il premier Conte, aggiungendo che "occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti di esseri umani e stimolare un intervento europeo". Dunque l'idea è di spingerli verso Sud.
"I migranti si nutrono e si curano tutti a bordo, mettendo in salvo donne incinte e bambini", ha spiegato Salvini a Conte, "Non possiamo cedere, la nostrea fermezza salverà tante vite e garantirà sicurezza a tutti. Da quando siamo al gorverno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ci sono stati oltre 27.000 sbarchi in meno. Se vogliamo mantenere questi risultati positivi, non possiamo mostrare debolezze".
L'ipotesi del Viminale, però, potrebbe configurarsi come un respingimento, vietato dalle norme internazionali. C'è stato solo un precedente, durante il governo Berlusconi quando Roberto Maroni era ministro dell'Interno. Adesso si attende una decisione ufficiale del governo Conte. Intanto, interviene anche Frontex. "La rotta dove portare i migranti trasbordati dal barcone arrivato ieri sera dalla Libia non la decidiamo noi, è un'operazione della Guardia costiera e noi seguiamo il loro comando", dichiara la portavoce dell'agenzia europea Ewa Moncure. Che spiega: "L'operazione è ancora in corso, le persone bisognose di cure mediche sono state trasferite a Lampedusa. Per il resto è un'operazione italiana e Frontex non può prendere decisioni".
Il trasbordo dei 450 migranti è avvenuto questa mattina a largo di Linosa: 176 persone sono state messe sul pattugliatore inglese "Protector" inserito nel dispositivo Frontex, e altre 266 sul "Monte Sperone" della Guardia di Finanza. Otto persone, tutte donne e bambini, sono state trasportate a Lampedusa a bordo di motovedette della Guardia Costiera per motivi sanitari. Una donna incinta insieme con la sorella e una mamma molto debilitata sono state trasportate poco fa in elisoccorso all'ospedale di Palermo. "Le loro condizioni di salute sono particolarmente gravi - dice all'Adnkronos il medico Pietro Bartolo - una donna, in particolare, era pelle e ossa, non mangiava da settimane". Appena l'elisoccorso tornerà a Lampedusa verranno trasportati a Palermo altri tre uomini, anche loro molto gravi.
Le due navi militari sono ancora in attesa di conoscere il Pos, cioè il porto sicuro dove approdare e sbarcare. La Capitaneria di porto di Porto Empedocle sta attendendo notizie dal Centro di coordinamento di Roma.
Il barcone era partito ieri mattina dalle coste libiche di Zuara ed è entrato nella zona Sar (Search and Rescue) italiana. Alle 22 di ieri sera si trovava a poche miglia da Lampedusa e da Linosa, poi i pescatori della zona lo hanno visto cambiare rotta e puntare verso la costa siciliana. Dopo un lungo braccio di ferro con Malta, che aveva preso in carico il coordinamento del soccorso senza però mandare navi e senza rendersi disponibile ad accogliere sull'isola i migranti, il governo italiano ha fatto intervenire il pattugliatore della finanza e la capitaneria per scortare il peschereccio.
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