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Razzismo, il cartello choc del dentista di Mestre: "Mia moglie aggredita da un negro"

Razzismo, il cartello choc del dentista di Mestre: "Mia moglie aggredita da un negro"

MESTRE - Il dentista Pierantonio Bragaggia ha affisso nella sala d'attesa del suo studio a Mestre, ormai da tre giorni, questo cartello: "Ieri mia moglie alle 12 al parco della Albanese (Bissuola) è stata aggredita da un negro che dopo averla sbattuta a terra ha cercato di rubarle il cellulare e la bicicletta". Foglio giallo, firma del medico in calce, il messaggio prosegue: "È stata salvata da un passante che si è messo a gridare. Ognuno tragga le proprie conclusioni da questo inaccettabile episodio, ma invito tutti a riflettere su quanto accaduto e soprattutto sulle responsabilità politiche di tutto questo".
Il marito-dentista, ricostruisce La Nuova Venezia, ha annunciato una denuncia alla polizia e racconta: "Ho scritto quel testo perché volevo che tutti stessero attenti, ho incassato attestati di solidarietà, di vicinanza a mia moglie, solo una persona mi ha fatto presente che potevo usare un altro termine. Ho risposto che nel Devoto-Oli 'negrò vuol dire appartenente alla razza negra, perché le cose vanno dette senza giri di parole". Altri pazienti, in verità, non hanno gradito. "Se scrivevo straniero di colore l'aggressore poteva essere preso per un indiano, cinese, ma il mio intento non era di colpire chiunque, ce l'avevo con lui, con quello che ha aggredito mia moglie. Ho vicini negri eccezionali con bimbe splendide che mi onoro di salutare".
L'episodio è avvenuto lunedì vicino al centro civico del Parco, dove la moglie del dentista, 54 anni, aveva appoggiato la bicicletta per proseguire a piedi. "Quando è tornata a prenderla", racconta ancora il dentista, "ha visto un uomo che trafficava sulla bici, si è avvicinata, ha preso il cellulare per fare il numero del 113 o forse fotografarlo, non lo ricorda neanche lei. Cinque secondi e l'uomo l'ha scaraventata a terra, poi si è chinato per portarle via il telefono, ma grazie a Dio in quel momento un signore con un bimbo per mano si è messo a gridare e l'uomo è fuggito via". Dice ancora il dentista: "La violenza gratuita è una cosa che ti rimane dentro. Non mi do ragione di questa gioiosa sottomissione a un'immigrazione senza filtro, un'illegalità diffusa, una microcriminalità dilagante, non la accetto. Le leggi sono permissive, la magistratura buonista, gli avvocati ci marciano. A me bastano i miei criminali, la mafia, la Mala del Brenta, dobbiamo importarne altri?".
Alcuni colleghi del dentista Bragaggia, racconta "La Nuova Venezia", stanno valutando di segnalare il caso all'Ordine dei medici. Il presidente Giovanni Leoni dice: "Esprimo solidarietà al collega per quanto accaduto alla moglie, turbata e ferita, ma come medici per giuramento accogliamo le persone indipendentemente dal colore, dalla razza e dalla professione. L'attività delinquenziale è da condannare in senso lato, a prescindere dalla pelle. Il termine 'negro' può essere inteso come dispregiativo".
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