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Migranti, Diciotti vicina a Trapani: nessun fermo, tocca a procura. Salvini insiste: "Manette o non sbarca nessuno"

Sarà la Procura di Trapani a valutare la posizione dei due migranti, un ghambiano e un sudanese, individuati come i presunti responsabili delle minacce che lunedi hanno costretto la Guardia costiera a prendere a bordo della nave Diciotti i 67 migranti soccorsi domenica dal rimorchiatore Vos Thalassa che stava poi per consegnarli alle motovedette libiche. L'indagine-lampo svolta dagli investigatori della polizia di Stato, che ieri ha mandato suoi uomini a bordo della Vos Thalassa a raccogliere le testimonianze del comandante e degli uomini di equipaggio minacciati dai migranti, non ha portato all'individuazione di elementi talmente gravi da consentire un fermo di polizia prima dello sbarco come aveva chiesto il ministro dell'Interno Salvini come precondizione per autorizzare lo sbarco.
Ministro che anche da Innsbruck non arretra di un passo. Prima di entrare nel palazzo dei congressi, sede del summit plenario, chiama il suo capo di gabinetto al Viminale: “Come è andata la notte sulla nave Diciotti? Guarda che io insisterò sul fatto che questi devono scendere da bordo in manette. Altrimenti non sbarca nessuno. Quanti ne hanno beccati?”. Chiude la telefonate e racconta: “A quanto pare due sono stati già individuati e altre quattro sono da identificare”. Ma è là magistratura che deve procedere. Il ministro dell’Interno è tranchant. “Basta una telefonata ai magistrati delle forze dell’ordine presenti sulla nave. Su questo non transigo, sono dei violenti che hanno dirottato una nave”.

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di ANNALISA CUZZOCREA
Il pattugliatore della Guardia costiera, il cui arrivo a Trapani previsto per ieri pomeriggio, slittato alle otto di questa mattina, non è ancora arrivato in porto. E anzi, intorno alle 12, si è di nuovo allontanato. Ma già dal primo mattino, le operazione sono proseguite al rallentatore, per permettere alla polizia di ultimare gli atti di indagine urgenti ordinati da Salvini. In mancanza di una flagranza di reato i poliziotti della squadra mobile di Trapani e dello Sco sono partiti per raggiungere in acque internazionali il comandante e l'equipaggio del rimorchiatore e prendere a verbale le loro testimonianze. Interrogati a bordo della Vos Thalassa anche i migranti e i due presunti responsabili, un sudanese e un ghanese. Il fermo di polizia sarebbe possibile solo se venisse ipotizzato a loro carico un reato particolarmente grave, come il tentato omicidio. Il fascicolo verrà invece valutato dalla Procura di Trapani diretta da Alfredo Morvillo che verrà radicata la propria competenza solo quando la nave toccherà il molo Ronciglio del porto di Trapani.
Migranti, la Diciotti in arrivo a Trapani: sul molo con magliette rosse e manette
In porto, davanti a una gran folla di giornalisti e telecamere, ci sono anche diversi cellulari e macchine della polizia che scorteranno i migranti fino all'hotspot dove verranno identificati e resteranno in attesa delle valutazioni dei magistrati. Lì anche un presidio antirazzista, della rete 'Restiamo umani': i manifestanti indossano le magliette rosse simbolo della campagna a favore dell'apertura dei porti e l'accoglienza di migranti. All'iniziativa aderiscono diverse associazione, comprese Libera e Cgil che contestano i "muri che qualcuno vuole mettere fra i migranti e le nostre città" e invitano il Movimento 5 stelle a "non farsi trascinare da Salvini".
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