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Zoomafie, Lav: "Una denuncia ogni 55 minuti per reati contro gli animali"

ROMA - Combattimenti tra animali, corse clandestine e truffe nell'ippica, il giro d'affari dei canili e il traffico dei cuccioli, sono soltanto alcune tra le attività illecite con cui la malavita organizzata sfrutta gli animali. E sono attività in aumento, come indicano i dati diffusi oggi da Lav con il consueto Rapporto zoomafia, che ha avuto il patrocinio del Comando Generale dellArma dei Carabinieri e della Fondazione Antonino Caponnetto.
Il dato che salta subito agli occhi è che, rispetto al 2016, lo scorso anno i procedimenti per reati a danno degli animali sono aumentati del 3,74 per cento (7100 fascicoli nel 2017 contro i 6844 nel 2016). Ciro Troiano, criminologo e responsabile dellOsservatorio Zoomafia della Lav, che si occupa del rapporto da 18 anni, osserva anche che i dati sono "la conferma della capacità penetrante della criminalità organizzata in settori diversi, accomunati dal coinvolgimento di animali, con interessi che si intrecciano con le più tradizionali attività come la corruzione, la connivenza con apparati pubblici infedeli, il perturbare gli appalti, il controllo delle attività illegali sul territorio".
Secondo Troiano "segnali di questo tipo arrivano da diversi filoni, come il traffico di cuccioli, la gestione dei canili, il controllo dei pascoli. Un altro dato da rilevare è la sempre maggiore gestione organizzata delle condotte zoocriminali. Sempre più spesso, infatti, si riscontrano reati associativi, perpetrati da gruppi di individui legati o dal concorso o da vero vincolo associativo.
I dati che Lav ha elaborato dalle Procure mostrano che ogni 55 minuti in Italia si apre un nuovo fascicolo per reati contro gli animali, circa 26 fascicoli al giorno, in particolare per uccisione di animali, maltrattamento di animali, spettacoli e manifestazioni vietati, combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali, uccisione di animali altrui, abbandono e detenzione incompatibile, reati venatori e, infine, traffico illecito di animali da compagnia.
La media dei dati pervenuti a Lav indica che nel 2017 in Italia cè stata unincidenza di 15,38 procedimenti ogni 100.000 abitanti con un tasso di 9,60 indagati ogni 100.000 abitanti. La Lega anti vivisezione precisa però che "si tratta di stime basate su un campione e non sul numero totale delle Procure italiane e che non hanno la pretesa di essere esaustive, ma solo indicative. Un altro aspetto da considerare è che in generale sono di più i reati denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti".
I reati più comuni

Il reato più contestato resta quello di maltrattamento di animali, (il 31,19 per cento del totale dei procedimenti) con un aumento delle inchieste rispetto al 2016 del +3 per cento. È un dato che fa ben sperare su un aumento della sensibilità nei confronti degli animali, con più persone disposte a denunciare. Crescono anche i fascicoli aperti per uccisione di animali (il 30,91 per cento del totale, l'1,72 per cento in più sul 2016). Crescono in maniera consistente i reati venatori, il 17,18 per cento del totale, + 6,82 per cento rispetto allanno prima. Seguono l'abbandono e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura (14,67 per cento di tutti i reati, con un aumento del 12,84 per cento); uccisione di animali altrui, traffico di cuccioli, organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate, spettacoli e manifestazioni vietati.
Le indagini di Brescia e l'assenza di Crotone

È la procura di Brescia la più attiva in Italia per procedimenti iscritti per reati contro gli animali, nel 2017 con 527 fascicoli e 387 indagati, con il 52 per cento per reati venatori. "Un dato che risalta - osserva Lav - è quello di Crotone, dove nel 2017 non sono stati registrati procedimenti per i reati analizzati, sicuramente una situazione anomala rispetto ai dati pervenuti dalle altre Procure regionali".
La piaga del traffico di cuccioli

Il Rapporto Lav, insieme alla descrizione della connessione tra criminalità organizzata e corse e scommesse clandestine, dedica una sezione alla tratta dei cuccioli dai Paesi dellEst. "Si conferma uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive anche vere e proprie organizzazioni transazionali". Secondo i dati che ci sono stati forniti dagli organi di Polizia giudiziaria, negli anni 2015 e 2016 sono stati sequestrati 964 cani e 86 gatti (dal valore complessivo di 717.800 euro). Lanalisi della nazionalità delle persone denunciate conferma la transnazionalità di questo tipo di reato: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni e, ovviamente, italiani. Alcuni di loro sono stati denunciati più volte in diverse parti dItalia.
Minori, animali e "scuola di violenza"

Un altro approfondimento assai significativo del rapporto riguarda la "zoocriminalità minorile", cioè il coinvolgimento di minorenni o bambini in attività illegali con uso di animali o in crimini contro gli animali. "La cultura in cui si sviluppano forme di violenza contro gli animali ha come riferimento un modello di vita basato sulla prevaricazione, laggressività sistematica, il disprezzo per le ragioni altrui dice Troiano - i valori di riferimento sono lesaltazione della forza, la mascolinità, il disprezzo del pericolo, il potere dei soldi. In questa dimensione valoriale, le corse clandestine di cavalli o i combattimenti tra cani trovano una facile collocazione. I bambini e gli adolescenti coinvolti vengono proiettati in un mondo adulto, virile, dove la sicurezza individuale e la personalità si forgiano con la forza, con labitudine allillegalità, con la disumanizzazione emotiva.
Nuove leggi

Inquietanti e preoccupanti i casi elencati nel Rapporto: un gattino preso a calci come un pallone; un cigno preso a sassate da un gruppetto di ragazzi; un ragazzino che spara nel bosco con il fucile del padre. Negli anni, gli scenari e i traffici criminali a danno degli animali si sono trasformati - conclude Troiano - la diffusione della criminalità zoomafiosa è favorita anche da un sistema normativo repressivo non sempre efficace. Auspichiamo che si arrivi finalmente al varo di provvedimenti legislativi, come il potenziamento della normativa sulla tutela penale degli animali, attesi da anni".
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