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Musica, a Riccardo Muti il 'Nobel giapponese' per le arti

C'è anche l'italiano Riccardo Muti tra i vincitori del "Praemium Imperiale 2018", una sorta di "Nobel" giapponese dedicato alle arti assegnato dalla Japan Art Association. Il direttore d'orchestra riceverà a Tokio, il prossimo 23 ottobre, il premio da 15 milioni di yen (circa 115 mila euro), un diploma e una medaglia, direttamente dal Principe Hitachi, Patrono Onorario della Japan Art Association e fratello dell'imperatore del Giappone. Muti non è però il solo ad aver avuto il riconoscimento. Insieme al "maestro tra i maestri", infatti, riceveranno l'onorificenza il belga-francese Pierre Alechinsky per la pittura, la giapponese Fujiko Nakaya per la scultura e i francesi Christian de Portzamparc per l'architettura e Catherine Deneuve per il teatro e il cinema.
L'annuncio dei vincitori dell'edizione 2018 è stato dato oggi a Roma da Lamberto Dini (consigliere italiano del premio internazionale). Perché proprio Riccardo Muti? Oltre che per il talento il musicista è stato premiato per l'importanza del progetto "Le Vie dell'Amicizia", che punta ad unire persone di origini diverse attraverso i concerti. Ma anche per aver fondato l'"Italian Opera Academy" per sostenere e formare giovani direttori d'orchestra e cantanti d'opera". Arrivato alla trentesima edizione, il Praemium Imperiale vuole essere una sorta di "messaggero di pace" nel mondo attraverso le arti. L'obiettivo è offrire un riconoscimento a personaggi che abbiano saputo influire nella pittura, nell'architettura, nel cinema, nella musica e nella scultura. Non solo bravi dunque, ma anche in grado di dare un contributo alla comunità mondiale.
Tra gli altri premiati c'è l'attrice Catherine Deneuve, uno dei simboli della cinematografia francese. Poliedrica e raffinata, l'attrice che ha girato più di cento film è, secondo la giuria del Praemium Imperiale "sempre pronta a schierarsi prendendo posizione in campo sociale, sulla base delle proprie convinzioni".
Particolarmente suggestive le opere dell'artista giapponese Fujiko Nakaya, premiata per le sue famose "sculture d'atmosfera": usando nebbia artificiale creata con acqua pura, fondendo insieme arte e tecnologia, ha dato vita a più di 80 opere d'arte in tutto il mondo. Vince invece per l'architettura Christian de Portzamparc, che ha trasformato l'immagine dell'architetto moderno, con la sua volontà di creare un'architettura dotata di spessore filosofico e artistico, attribuendo grande importanza all'interazione tra gli spazi urbani e l'essere umano. E non ci si accorge dei novanta anni di Pierre Alechinsky, vincitore del per la pittura. Con un occhio sempre rivolto al Giappone e profondamente influenzato dalla calligrafia di quel paese, ha continuato a combinare nella sua opera tradizione e modernità.
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