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Migranti, i 67 della Vos Thalassa diretti in Italia: stavano per essere riconsegnati ai libici

ROMA - Si sono accorti che avevano puntato la prua verso sud e hanno capito che c'era qualcosa che non andava e che li stavano riconsegnando ai libici. Per questo, ieri sera, la situazione a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa - diventata un caso politico - si è fatta improvvisamente incandescente tanto da richiedere l'aiuto della Guardia costiera libica. E' nelle comunicazioni tra la nave e IMRCC Roma (Centro di coordinamento di ricerca e soccorso) e tra la Vroon, società armatrice della Vos Thalassa, e la sala operativa della Guardia costiera di Roma la prova che il rimorchiatore stava per riconsegnare a una motovedetta libica i 67 migranti salvati non lontano dalla piattaforma petrolifera da loro controllata. I migranti sono diretti in Italia (dopo un primo no di Salvini), non arriveranno prima di domani. Il porto ancora non è stato indicato.
Direzione Libia

Ecco la ricostruzione dei fatti come si evince dalle mail: alle 22 la Vos Thalassa inverte la rotta per muoversi verso il punto d'incontro con la motovedetta libica. Alle 23 i migranti a bordo si accorgono che la nave sta andando verso sud. Molti uomini vanno incontro ai marinai e chiedono spiegazioni poi puntano verso la cabina di comando dove spintonano e accerchiano il comandante e il primo ufficiale. Dalla nave parte il primo Sos: "La situazione sta degenerando, le persone danno segni di agitazione". Sulla Vos Thalassa vedono che la nave Diciotti naviga a 45 miglia di distanza e anche da Genova, dove ha sede la società armatrice, si chiede con urgenza l'intervento della Guardia costiera italiana. "Per calmare i migranti abbiamo detto loro che sta arrivando una motovedetta italiana".
I "facinorosi", come li ha definiti il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, sarebbero in tutto due: un ghanese e un sudanese. Sarebbero stati individuati dagli ufficiali della Guardia costiera della Diciotti, che ha preso a bordo i 67 migranti salvati domenica dall'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa. E saranno "fermati e arrestati" al loro arrivo in Italia non prima di domani. Così ha annunciato il ministro Toninelli che ha anche smorzato l'attrito con Matteo Salvini precisando che il ministro dell'Interno fino a questa mattina non era a conoscenza delle ragioni di ordine pubblico che hanno spinto la Guardia costiera a intervenire e pensava si trattasse di un altro soccorso anomalo.
Ieri sera il Viminale aveva vietato i porti italiani al rimorchiatore. La Diciotti però aspetta ancora di sapere in quale porto italiano sbarcare. Pur sembrando ormai definiti i contorni della vicenda, il Viminale non ha infatti ancora dato alcuna indicazione. E l'Unhcr in una nota si appella al governo: " E' prioritario salvare vite e individuare urgentemente un porto di sbarco. Il soccorso in mare è un principio troppo importante per essere messo a repentaglio, la priorità deve essere quella di salvare vite e garantire assistenza immediata alle persone che affrontano questi pericolosi viaggi". L'Unhcr rinnova il "suo appello agli Stati affinché stabiliscano un meccanismo regionale di sbarco sicuro e prevedibile e, in seguito allo sbarco, di un'adeguata condivisione della responsabilità".
I disordini

I due migranti avrebbero sobillato i compagni di viaggio dando vita a un presunto ammutinamento che avrebbe messo a rischio l'equipaggio della Vos Thalassa a cui era stato negato dal Viminale l'approdo in Italia. Tutto dopo che il rimorchiatore aveva deciso di prendere a bordo i 67 occupanti di un gommone che stava affondando senza attendere l'intervento delle motovedette della Guardia costiera libica. E' stato Toninelli a spiegare perché la nave della Guardia costiera sia intervenuta stanotte. Secondo quanto scritto anche su Twitter, i 67 "facinorosi" si sarebbero ammutinati nei confronti dell'equipaggio della Vos Thalassa all'annuncio dell'arrivo della marina libica che li avrebbe riportati in Africa. Secondo Toninelli, i 67 "stavano mettendo in pericolo di vita l'equipaggio dell'incrociatore italiano (in realtà è un rimorchiatore, ndr) della Vos Thalassa. Ora avanti con indagini per punirli". Pochi minuti prima dell'intervento del ministero dei Trasporti, Salvini aveva ribadito che, anche se ormai a bordo della nave della guardia costiera, i 67 migranti soccorsi ieri dalla nave Vos Thalassa (tra loro 3 donne e 6 minori) non sarebbero comunque sbarcati in Italia.
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Il trasferimento dei migranti

Anche la Guardia costiera ha precisato che l'equipaggio della Vos Thalassa si trovava in una situazione di "grave pericolo". Il comandante della nave, "in diverse comunicazioni" ha segnalato una situazione di rischio per la security della nave e del suo equipaggio, composto da 12 marittimi, tutti italiani, causato da atteggiamenti minacciosi nei confronti dell'equipaggio stesso da parte di alcuni migranti, all'arrivo in zona della Guardia costiera libica. Per questo motivo è intervenuta nave Diciotti. "Accertate le buone condizioni di salute dell'equipaggio - la spiegazione della Guardia costiera - la nave Vos Thalassa ha potuto riprendere la navigazione per ritornare alle proprie ordinarie mansioni commerciali. Il personale della nave Diciotti ha già adottato le prime azioni volte al riconoscimento dei migranti e ad individuare i responsabili dei disordini a bordo, al fine di assicurarli alla competente Autorità giudiziaria italiana".
Il porto

Il trasferimento dalla Vos Thalassa a nave Diciotti è avvenuto in zona Sar libica ed è stato autorizzato dal comando delle Capitanerie di porto, ha spiegato il Viminale. Che però non ha ancora indicato un porto di attracco. Salvini, in visita a Palmi, in Calabria, ha spiegato che sul porto di arrivo "stiamo ragionando. Se qualcuno ha fatto qualcosa che va contro la legge appena sbarca in Italia finisce in galera e non in un centro di accoglienza".
Il no di Salvini

"Avrebbe dovuto lasciarli alle motovedette libiche che erano state allertate", la motivazione con la quale ieri sera il Viminale ha motivato la decisione di non concedere alla nave che svolge servizio di sorveglianza della piattaforma petrolifera Farwah l'approdo in un porto italiano. Una decisione senza precedenti arrivata a pochi minuti di distanza dalla dichiarazione di Luigi Di Maio che ieri sera, intervistato da La7, aveva detto: "I nostri porti sono aperti. Stiamo autorizzando pescherecci, cargo e navi militari a salvare le persone in mare e a venire nei nostri porti. Le uniche a cui abbiamo detto no sono le Ong".
Il passo indietro

Nella notte, la decisione di autorizzare il trasbordo dalla Vos Thalassa, una delle navi commerciali che spesso è stata chiamata a soccorrere migranti per la sua posizione di vicinanza alle acque Sar libiche, alla nave Diciotti della Guardia costiera. Questa mattina il Viminale aveva fatto sapere che i migranti non verranno sbarcati in Italia. Un annuncio che però contrastava con il diritto internazionale: i migranti sono ormai su suolo italiano e il loro respingimento è vietato. Improbabile è sembrato da subito anche che altri Paesi europei potessero accettare di accogliere migranti salvati da una nave italiana e ora a bordo di un mezzo militare. italiano.
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