Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Inchiesta stadio Roma, Riesame: "Civita non andava arrestato. Palozzi resta ai domiciliari"

Inchiesta stadio Roma, Riesame: "Civita non andava arrestato. Palozzi resta ai domiciliari"
Michele Civita (ansa)
Non doveva essere arrestato l'ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, coinvolto nell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. E' quanto sostiene il Tribunale del riesame che ha accolto una istanza presentata dai difensori dell'indagato. I giudici hanno disposto per Civita l'obbligo di firma (misura già applicata dal gip) confermando i domiciliari per un altro indagato: l'ex vicepresidente del Consiglio regionale di Fi Adriano Palozzi.
"Siamo assolutamente convinti che nella condotta di Civita non ci sia nulla di penalmente rilevante - sottolineano i legali -. Il Tribunale del riesame, con la sua pronuncia, ha significativamente ridimensionato la portata di un episodio che non ha inciso in alcun modo sulla correttezza istituzionale di Civita".
I giudici si sono espressi anche sulla posizione del vicepresidente del Consiglio regionale, Adriano Palozzi, di Forza Italia, anche lui accusato di corruzione, che resterà invece agli arresti domiciliari. La differenza tra le posizioni dei due era emersa anche dalla ricostruzione del rapporto che aveva con entrambi che aveva fatto davanti ai pm l'imprenditore Luca Parnasi. Secondo il costruttore, in carcere dal 13 giugno scorso, era ben diverso l'atteggiamento dei due politici arrestati per corruzione.
"Nell'ultima campagna - diceva la scorsa settimana Parnasi durante l'interrogatorio durato oltre 11 ore - Palozzi mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo e abbiamo concordato il contratto con la Pixie, al fine di giustificare la dazione della somma di denaro". Parnasi aggiungeva che non aveva "alcun interesse alle funzioni di Palozzi" e che i 25mila euro erogati per la consulenza avevano "il solo scopo di evitare di avere problemi con lui che continuava a richiedermi dette somme".
Diverso il rapporto con il consigliere Pd: "Lo conosco da circa 20 anni ed è una persona che stimo molto. Ha sempre fatto gli interessi dell'amministrazione. La conferenza di servizi era già stata chiusa e già c'erano state le elezioni quando con estremo imbarazzo mi ha chiesto di trovare un lavoro per suo figlio" aveva spiegato il costruttore che resta in cella. La gip infatti ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai suoi

difensori.
La decisione sarebbe legata al fatto che per Parnasi non sono mutate le esigenze cautelari rispetto all'ordinanza di custodia cautelare del 13 giugno scorso. In sostanza nel corso dell'interrogatorio il costruttore non avrebbe fornito elementi sufficienti a modificare la misura della detenzione in carcere.

Parnasi si trova detenuto a Rebibbia. Adesso la parola passa alla Cassazione: è fissata per l’11 luglio l’udienza davanti ai giudici del palazzaccio.
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Сентябрь 2020    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930