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Crac credito cooperativo, Verdini in lacrime in aula: "Ho dato tutto per questa banca"

Crac credito cooperativo, Verdini in lacrime in aula: "Ho dato tutto per questa banca"

I pugni sul banco, le lacrime agli occhi. L'ex senatore di Ala Denis Verdini prende la parola nella penultima udienza del processo d'appello che lo vede come principale imputato per il crac del Credito Cooperativo fiorentino e scoppia quasi a piangere.L'ex presidente della banca, condannato in primo grado a nove anni di reclusione, ha voluto rilasciare dichiarazione spontanee dopo l'arringa di uno dei suoi avvocati, il legale Franco Coppi: "Non mi riconosco nella dinamica delle cose" emerse nel processo, ha detto prima di fermarsi. Quasi in lacrime. Il giudice ha chiesto se volesse qualche minuto per riprendersi, ma l'ex senatore ha voluto continuare. "Ho dato tutto per questa banca - ha detto - non è vero che io volessi farla fallire". E ancora: "Questo racconto nega la storia di una comunità che io ho creato con forza, passione e dedizione raccogliendo le ceneri di una piccola banca e facendola sviluppare. Nel contesto del processo sembra che tutto si sia svolto intorno a un tavolo dal pomeriggio alla sera ma ci sono voluti anni, anni, anni".
Prima delle dichiarazioni dell'ex senatore l'arringa dei suoi difensori che hanno chiesto l'assoluzione da tutti i campi di imputazione. La sentenza è prevista per il prossimo 3 luglio. Ieri si sono concluse anche le arringhe degli altri imputati. L'avvocato Alessandro Traversi aveva chiesto l'assoluzione del costruttore Riccardo Fusi, tra gli imputati.
A inizio giugno i pg Fabio Origlio e Luciana Singlitico hanno chiesto otto anni di reclusione per Denis Verdini. A Verdini l'accusa ha contestato anche il reato di associazione a delinquere, per il quale era stato assolto in primo grado. Tuttavia la pena richiesta è complessivamente inferiore a quella di nove anni inflittagli in primo grado poiché è stata riconosciuta una continuazione tra il reato di bancarotta per l'ex Credito cooperativo e la parte del processo riguardante l'editoria. Il reato di associazione a delinquere è stato contestato anche ad altri due imputati, Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei della Btp, per i quali sono stati chiesti rispettivamente 6 anni e 6 anni e tre mesi di reclusione, a fronte di una condanna a 5 anni e sei mesi in primo grado.
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