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La nave Usa che ha lasciato i corpi in mare vicina al porto di Augusta

La nave Trenton della sesta flotta della Us Navy, con a bordo i 40 superstiti del naufragio di un gommone avvenuto martedì mattina, è ricomparsa al largo del porto di Augusta. Appare evidente l'intenzione di sbarcare nel porto siciliano i superstiti che ha a bordo ormai da tre giorni, nell'attesa che qualcuno dia indicazioni sul porto più vicino disposto a farli scendere. Tuttavia non risulta alcuna richiesta formale da parte degli Stati Uniti all'Italia che, peraltro, non ha mai assunto alcun coordinamento del soccorso, avvenuto a sole venti miglia dalle coste libiche.
Perché dunque la nave americana, che ha lasciato andare alla deriva i corpi delle 12 vittime del naufragio, ha fatto rotta verso l'Italia invece di chiedere l'approdo in un altro Paese? Un altro caso spinoso per il governo italiano, che si trova adesso a dover decidere se autorizzare l'ingresso della nave della Us Navy nel porto di Augusta.
Da tre giorni, ormai, dopo aver invano chiesto di poter trasbordare il suo carico sulla nave della Ong tedesca Sea Watch, la nave vagava in attesa di sapere dove poter sbarcare i vivi. I morti, quelli, vista la complessità della situazione, hanno deciso di abbandonarli in acqua. "Non ci sono salme a bordo della Trenton - ha confermato a "Repubblica" l'ufficio pubbliche relazioni della Us Navy - l'equipaggio continua a prendersi cura delle 40 persone soccorse. Ci stiamo coordinando con i nostri partner internazionali per decidere la destinazione delle persone a bordo".
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La nave Usa che ha lasciato i corpi in mare vicina al porto di Augusta

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Dalla Us Navy spiegano così l'abbandono dei 12 cadaveri le cui operazioni di recupero erano state comunicate via radio dalla Trenton martedi mattina contestualmente alla richiesta di aiuto avanzata alla vicina nave della ong tedesca Sea Watch prima e all'IMRCC di Roma poi. < Abbiamo visto in un primo momento 12 corpi apparentemente senza vita. I soccorritori hanno dato priorità al recupero di coloro che avevano bisogno di aiuto immediato. La barca di salvataggio è poi tornata sul posto per cercare quei corpi, ma non li ha trovati". "Se necessario - si legge in una nota - le navi della US Navy sono in grado di conservare i corpi in depositi refrigerati".

Un orrore destinato a scatenare un nuovo caso visto che, a impedire un rapido trasferimento dei superstiti e delle salme a terra, è l'impasse provocato dall'ostracismo annunciato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini alle navi delle Ong. Martedi, subito dopo il soccorso, dopo aver chiamato le guardie costiere libica e italiana, la nave americana si è rivolta alla Sea watch, comunicando di avere in corso il recupero dei 12 corpi, e ha chiesto la disponibilità al trasbordo. "Corpi non possiamo prenderne, non abbiamo le celle. E i superstiti li prendiamo solo se ci assegnano contestualmente un porto sicuro che non sia più lontano di 36 ore di navigazione".
Dopo il caso Aquarius, il rischio è che poi, con i migranti a bordo, non venga concesso un porto in Italia e la nave, che non è grande, non potrebbe affrontare una lunga navigazione come quella cui è stata costretta la Aquarius. La richiesta viene reiterata dagli americani alla sala operativa di Roma, ma la risposta è che il soccorso non è stato coordinato da Roma e dunque non spetta a loro indicare il porto. In realtà il soccorso non è stato coordinato da nessuno.
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La nave militare americana si è trovata sul luogo di un naufragio e - ovviamente - è intervenuta, chiedendo successivamente aiuto per trasbordare il suo carico e poter continuare la sua missione. Ma non è arrivata nessuna soluzione, Sea Watch e Trenton hanno passato la notte tra martedì e mercoledì appaiate e ieri la Ong ha ripreso, vuota, il pattugliamento della zona Sar mentre la nave americana, con i 40 superstiti a bordo, resta a vagare in mare. I corpi delle 12 vittime sono ormai in fondo al mare.
La nave Usa che ha lasciato i corpi in mare vicina al porto di Augusta

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Da Sea Watch un appello alle autorità affinché si provveda a far sbarcare i 40 superstiti a bordo della Trenton: "È inaccettabile che persone che sono state letteralmente raccolte dall'acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. Questa è una condanna schiacciante della politica dell'Unione europea".
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