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Croazia, revocati "arresti domiciliari" notturni a Medo, il cane accusato di abbaiare troppo

Croazia, revocati "arresti domiciliari" notturni a Medo, il cane accusato di abbaiare troppo
Il cane Medo con il padrone, Anton Simunovic (foto da Il Piccolo)
Era stato condannato nel 2015 da un giudice croato agli arresti domiciliari notturni per disturbo della quiete pubblica. La storia del cane Medo, un meticcio di cinque anni denunciato dai vicini nel paesino istriano di Peroj perché abbaiava troppo durante la notte, aveva fatto molto discutere, soprattutto sui social. E qualche mese fa aveva rappresentato un importante precedente in Italia per la vicenda del cane Miro. Oggi, dopo quasi quattro anni, il tormentone giudiziario che riguarda Medo si è concluso con una sentenza di assoluzione: potrà rimanere nel cortile di casa anche dopo le otto di sera.
Il tribunale regionale di Zagabria infatti ha accolto il ricorso che Anton Simunovic, il padrone del cane, ha fatto nell'autunno del 2016 dopo la sentenza di primo grado emessa dal tribunale comunale di Pola. In quell'occasione, i giudici avevano stabilito che dalle otto di sera alle otto di mattina Medo non potesse uscire in giardino. Dando ragione a una vicina di casa di Simunovic, che nella sua denuncia aveva dichiarato di aver iniziato a soffrire di gravi problemi psichici a causa delle notti insonni dovute al fastidioso latrare del cane.
Durante il procedimento di primo grado era stata anche condotta una perizia specifica per verificare se i decibel emessi da Medo superassero i limiti consentiti. L'esame era risultato positivo e aveva avuto un peso importante sulla pronuncia finale dei giudici. Davanti al tribunale regionale, però, le cose sono cambiate: l'avvocato difensore di Simunovic ha sostenuto l'impossibilità di collegare i problemi psichici della donna, insorti già vent'anni fa, all'abbaiare di Medo. E i giudici hanno stabilito la revoca degli arresti domiciliari notturni.
Si tratta finora del primo caso, in Croazia, di un cane finito in tribunale per disturbo della quiete pubblica. Una storia che richiama quella di Miro, il maremmano di tre anni che il 22 marzo è stato sequestrato alla sua proprietaria, Eva Munter, a Roveré della Luna, in provincia di Trento. Anche in quel caso sono partite due querele da un vicino, disturbato dall'abbaiare del cane. La padrona ha pagato prima una multa, poi si è rifiutata di pagare la seconda, finendo in tribunale.
Miro è stato rinchiuso in un canile. Per la sua liberazione è stata lanciata una petizione online, che ha raccolto più di 240mila firme. Alla fine, il tribunale ha accolto il ricorso della proprietaria, ordinando il dissequestro.
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