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Gli awards in cui vince la diversit?

Gli awards in cui vince la diversit?

Niente luoghi comuni, ma capacità di approfondire, di non chiudere nei ghetti mentali e reali chi è diverso da te. Capacità di illustrare, far capire problemi e realtà del mondo lgbt, di ragazzi gay e donne lesbiche, di persone transessuali. Roberto Saviano, Piero Angela e Virginia Raffaele e Michela Murgia sono loro alcuni dei candidati ai Diversity Media Awards, i premi che segnalano i personaggi e i migliori contenuti media (cinema, tv, radio, web, pubblicità, stampa, tg) che hanno contribuito a una rappresentazione che dia valore alle persone e alle tematiche del mondo lesbico, gay, bi e transessuali.
Da Gomorra a X Factor, da Suburra a Parla con lei, da Farenheit a Pinocchio, sono questi alcuni dei programmi in lizza per il premio che verrà trasmesso per la prima volta a rete unificata il 23 maggio alle 20.30 dal teatro Vetra di Milano. A quell’ora broadcaster, media, influencer, aziende istituzioni e singoli, insieme, a rete unificata, trasmetteranno in diretta streaming.
Tra i protagonisti di questa edizione Paola Cortellesi, Ubaldo Pantani, Roberto Vecchioni, padre di Francesca ideatrice del premio.

"Il modo di raccontare persone e storie LGBT nei media italiani è indicativo del livello di inclusione della società. Chi crea contenuti mediatici e sa raccontare queste storie spesso rappresenta anche altre forme di diversity (genere, età, disabilità, etnia, religione, orientamento sessuale) contribuendo così a promuovere una cultura più inclusiva. La politica non si occupa più di inclusione e LGBTI ma, dall’analisi dell’informazione dei prodotti mediatici, ci accorgiamo di quanto il tema sia caro alla società civile". Cosi ha detto più volte in passato Francesca Vecchioni ideatrice del premio, che vede Gomorra, i bastardi di Pizzofalcone e Suburra oltre ad Amore pensaci tu che si contendono il premio come migliore serie tv italiana.
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