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Un astronauta italiano sul tetto del mondo: Cheli raggiunge la vetta dell'Everest

L'astronauta italiano Maurizio Cheli ha raggiunto la vetta dell'Everest (8.848 metri) la notte scorsa, verso le 5.45 in Nepal (le due in Italia). Partito da campo 4, è salito fino alla cima insieme alla guida alpina valdostana Francois Cazzanelli. Tutti i membri della spedizione stanno bene e hanno iniziato la discesa verso il campo base. Lo ha comunicato lo staff della spedizione.
"Era il 1996 - racconta Cheli sul suo blog - quando sorvolando il pianeta a bordo dello Space Shuttle Columbia fotografai l’Everest. Da allora ho sempre desiderato raggiungere quella vetta. Guardare quel pezzo di mondo dalla prospettiva inversa rispetto a quella che mi vedeva in quel momento con la mia macchina fotografica a pochi centimetri dal vuoto dello spazio. Ora posso finalmente farlo". Da allora sono passati 22 anni e il sogno di Cheli è diventato realtà. Ci sono voluti tre anni per preparare la spedizione, con l'aiuto della guida Marco Camandona, protagonista di molte scalate ai 7-8mila.
Un astronauta italiano sul tetto del mondo: Cheli raggiunge la vetta dell'Everest

Cheli al Campo base (mauriziocheli.com)
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La spedizione è partita ad aprile da Kathmandu. Dopo un trekking di una decina di giorni fino al campo Base gli alpinisti si sono avvicinati alla vetta e acclimatati con escursioni a quote via via più alte: Campo 1 a 6400 metri, Campo 2 a 6900 metri e Campo 3 a 7400 metri in attesa della finestra meteo che si apre ogni anno tra la seconda e la terza settimana di maggio. Il rientro invece è previsto la prima settimana di giugno.
Cheli ha iniziato come pilota dell'Aeronautica militare. Nel 1992 però è passato all'Esa, volando 4 anni dopo a bordo dello shuttle. Senza dimenticare la passione per i jet: è stato capo collaudatore del caccia europeo Typhoon di Alenia. Nel frattempo, ha preso due lauree e un master e ha creato due startup nel settore aeronautico. Ma il sogno dell'Everest è sempre rimasto sullo sfondo. Una montagna, scrive l'astronauta, che "ha sempre esercitato un fascino unico sugli alpinisti e non solo: chiunque almeno una volta nella vita ha sognato anche solo per un istante di poter toccare la sua vetta". La preparazione è stata graduale: prima le Alpi, poi il Kilimangiaro e l'Aconcagua, sulle montagne andine. Fino al balzo sul tetto del mondo.
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