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Domani la giornata contro l'omofobia. I casi di minorenni gay picchiati in famiglia e mandati dall'esorcista

Domani la giornata contro l'omofobia. I casi di minorenni gay picchiati in famiglia e mandati dall'esorcista

Puniti per essere gay, da chi avrebbe dovuto amarli e difenderli. Giuseppe, napoletano, è stato sequestrato in casa, preso a pugni dal fratello, maltratto dal padre che gli ha bruciato le caviglie gettandogli addosso della benzina. Marco, che abita in una città del centro Italia, quando ha detto al padre di amare un coetaneo, è stato obbligato a sottoporsi ad un esorcismo, legato ad una sedia e costretto a recitare versetti contro Satana e sodomia. Laura, 12 anni, ha segni sui polsi, ferite sul corpo. Se l’è fatte lei, si autoinfligge punizioni da quando la madre, scoperto che la figlia è innamorata di una ragazza, l’ha malmenata, trascinata a terra per i capelli, insultata perché "poco femminile".

Storia di giovani omosessuali italiani nell’ultimo anno. Perché l’omofobia non è solo lo sconosciuto che offende e aggredisce per strada, ma ha anche il volto di chi ti cresce, di chi dovrebbe amarti. Lo raccontano in vista della giornata contro l'omofobia, domani, queste e altre le denunce raccolte dal numero verde contro l’omotransfobia Gay help line.it (800 713 713) che in un anno ha ricevuto 20mila chiamate, conversazioni in chat, mail , di cui il 70% per omofobia, 3200 da minori e e ben oltre 400 segnalazioni di maltrattamenti gravi a teeangers, soprattutto da parte dei familiari. Ora Giuseppe, con il supporto del Miur e dell’OSCAD, osservatorio contro gli atti discriminatori, è stato messo sotto protezione e i familiari denunciati, Marco è ospitato in una struttura e la storia di Laura è stata segnalata ai servizi. Ma altri ancora aspettano, in silenzio. Troppa la paura di denunciare, ancora la vergogna, la paura del rifiuto.

"Se infatti il 12 per cento degli italiani si dichiara omosessuale, il 15 per cento degli italiani prova disgusto per i gay e purtroppo questo accade anche tra i giovani. E i risutati si vedono: dai 20mila contatti il dato che emerge è che cresce il livello di omofobia, e aumentano anche i casi di offesa, di ricatto nei confronti di persone non dichiarate", dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay center e responsabile del numero verde.
Un altro dato che salta gli occhi è anche l’età sempre più giovane degli aggressori e ricattatori, che in diversi casi sono anche minori. La situazione non migliora neanche nelle famiglie: restano costanti i casi di genitori che non accettano l'omosessualità dei figli, oltre 400 le segnalazioni in cui arrivano a segregarli in casa e a sottoporli a violenze.
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”Una sola vittima su 40 pensa che denunciare possa migliorare la propria situazione. Specialmente i più giovani temono oltre alle discriminazioni anche la reazione della propria famiglia. In particolare gli studenti dicono che difficilmente trovano nella propria scuola docenti o adulti che li potrebbero aiutare. Per questo è importante l'approvazione della legge contro l'omofobia che preveda un piano di intervento, che consenta di supportare le vittime su tutto il territorio nazionale. Perche cambi la mentalità", sottolinea Marrazzo
E proprio dalle scuole, dove l’associazione ha fatto azioni di sostegno alle vittime con l'OSCAD e il Miur, viene un messaggio di speranza, come dall’alberghiero di Formia che, segue il progretto Laboratorio Rainbow, e ha relizzato il video accanto, gli altri video prodotti dagli alunni di altre scuole italiane sono visibili sul sito www.facebook.com/laboratoriorainbow/.
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