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Truffa alle poste nella Locride ai danni di anziani e disabili

Truffa alle poste nella Locride ai danni di anziani e disabili

Anziani, malati e invalidi, con buoni postali o titoli di valore. Erano questi gli obiettivi privilegiati della banda specializzata in truffe postali individuate dai magistrati di Reggio Calabria e sgominata oggi dai carabinieri del comando provinciale. In manette sono finite 11 persone, mentre in 19 sono finiti ai domiciliari. Fra gli arrestati ci sono anche i direttori di due uffici postali della Locride, in provincia di Reggio Calabria, che della gigantesca truffa erano l’ingranaggio fondamentale. Il meccanismo era semplice. Approfittando della buona fede o delle ridotte capacità delle vittime designate, individuate in Calabria come in altre regioni d’Italia, gli uomini della banda entravano in casa e rubavano o fotocopiavano buoni postali e documenti dei legittimi proprietari. Poi, grazie alla complicità di direttori e addetti allo sportello di quattro diversi uffici postali, bastavano una grossolana modifica alla foto sul documento di identità sottratto e gli estremi dei titoli per monetizzare i buoni e trasferire il denaro su conti correnti o carte prepagate. In questo modo la banda ha derubato circa 45 persone, arrivando a sottrarre quasi un milione di euro.

La corruzione

Tutto denaro riciclato e sparito grazie a direttori e dipendenti infedeli delle poste, che per tale “servizio” avevano diritto ad una percentuale del 20% sugli importi rubati ad anziani, invalidi e malati. A mettere gli investigatori sulle tracce della gigantesca truffa è stata la segnalazione di un funzionario delle Poste, insospettito dall’anomalo numero di buoni riscossi nelle sedi di Platì, Africo e Gioiosa Jonica. Uffici di piccole dimensioni dove curiosamente venivano monetizzati buoni emessi in tutta Italia e quasi sempre con procedure viziate da piccole e grandi anomalie. Denaro poi sparito in un labirinto di carte ricaricabili che adesso tocca agli investigatori ricostruire per rintracciare quanto sottratto ad ignari risparmiatori.
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