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Costa Concordia, Schettino condannato in appello al processo bis: deturp? bellezze naturali dell'Isola del Giglio

Costa Concordia, Schettino condannato in appello al processo bis: deturp? bellezze naturali dell'Isola del Giglio

Nell'aula della Corte d'Appello di Firenze spunta di nuovo il nome di Francesco Schettino, l'ex comandante della Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio (le vittime furono 32) e ora in carcere per una condanna definitiva a 16 anni per omicidio, naufragio e lesioni plurime. Schettino, non presente in aula, oggi è stato condannato in un processo bis ad una contravvenzione di 5 mila euro per il reato 734 del codice penale, e cioè per distruzione o deturpamento di bellezze naturali. La Corte infatti ha confermato la contravvenzione inflitta in primo grado dal Tribunale di Grosseto mentre ha prescritto gli altri due reati per cui Schettino era imputato nel secondo procedimento a suo carico.
L'ex comandante in primo grado era stato condannato a tre mesi per non aver adottato tutte le misure nec essarie e idonee a limitare al minimo i rischi per i lavoratori marittimi imbarcati sulla Costa Concordia e a 15 giorni "per non aver attuato con diligenza le procedure di emergenza emesse dall'armatore in caso di sinistro marino". Reati che la Corte d'Appello, accogliendo la richiesta del procuratore generale, ha ritenuto ora prescritti.La difesa di Schettino, l'avvocata Paola Astarita, aveva chiesto la prescrizione anche del terzo reato. Ma la Corte non l'ha ritenuta raggiunta. Schettino e Costa Crociere dovranno anche risarcire le parti civili con la somma da stabilire in un altro procedimento. Tra le parti civili il Ministero dell'Ambiente, Legambiente, l'Anmil e l'Enpa rappresentata dall'avvocata Claudia Ricci.
«Questa condanna – dichiara l'avvocata Ricci – non può certo rendere giustizia dei gravissimi danni causati dal comandante Schettino con il naufragio della Costa Concordia, tuttavia è importante e significativo che il giudice abbia sanzionato l’illiceità della condotta dell’imputato dal punto di vista dei danni causati al paesaggio».
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