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Parma, utilizzo illecito di ammortizzatori sociali: sette arresti della Finanza

I lavoratori dipendenti, pur risultando assenti per malattia o inseriti nel programma di riduzione dellorario di lavoro, continuavano a lavorare nei medesimi giorni in cui sarebbero dovuti essere a riposo, percependo lo stipendio con un sistema di retribuzione ufficioso definito "paga globale".
Questo il meccanismo ai danni dell'Inps scoperto dalla Guardia di Finanza di Parma e Fidenza che hanno stroncato l'attività illecita di una organizzazione criminale dedita alla frode fiscale, truffa ai danni dello Stato e indebite compensazioni mediante lillecito utilizzo di ammortizzatori sociali.
Oltre 100 finanzieri hanno eseguito - nella provincia di Parma e in altre località tra cui Napoli, Salerno, Modena, Reggio Emilia, Roma e Crotone - sette ordinanze di custodia cautelare, disposte dallautorità giudiziaria di Parma, nei confronti di altrettanti imprenditori e professionisti, e ulteriori 26 indagati tra cui alcuni dipendenti per false dichiarazioni di malattia.
Nel dettaglio, loperazione denominata Paga Globale ha portato allarresto di un imprenditore 50enne di origini campane attivo - seppure figurasse come semplice consulente - a Fidenza nel settore della impiantistica industriale con 30 lavoratori, e di altre sei persone, ora agli arresti domiciliari. Tra questultimi figurano cinque professionisti (commercialisti e fiscalisti), di stanza nel napoletano ma anch'essi operanti nel parmense, che avevano messo a disposizione le proprie competenze per la realizzazione della truffa.
Confiscati beni mobili (tra cui una barca del valore di 140mila euro), immobili, quote societarie e contanti fino alla concorrenza dei tributi evasi pari a 2,3 milioni di euro. L'azienda fidentina del dominus campano non è stata sequestrata e sono state escluse connessioni con la criminalità organizzata.
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Fidenza e coordinate e dirette dalla Procura di Parma, hanno preso origine da unattività di verifica fiscale avviata nei confronti di due distinte società, riconducibili allimprenditore arrestato.
Dalle carte è emerso un meccanismo artificioso e fraudolento ai danni dellInps, ovvero un sistematico e illecito ricorso agli istituti della malattia e dellammortizzatore sociale del contratto di solidarietà.
In pratica, il lavoratore veniva retribuito, a prescindere dalle previsioni del contratto nazionale di categoria del settore, con una paga oraria forfettaria: le buste paga ufficiali erano regolarmente predisposte con linserimento delle ore da contratto sindacale, mentre la retribuzione effettiva veniva calcolata sulla base dei fogli di lavoro, con le ore effettivamente svolte.
A farne le spese lo Stato, perché eroga, al posto del datore di lavoro, indennità non dovute, e incamera meno tasse a titolo di trattenute fiscali e previdenziali. A perderci, tuttavia, erano gli stessi dipendenti i quali, pur percependo nellimmediato una retribuzione più alta, non maturano la giusta contribuzione ai fini pensionistici.
Parma, utilizzo illecito di ammortizzatori sociali: sette arresti della Finanza

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Per contro, con tale stratagemma, la società era riuscita, nel tempo, a contabilizzare indebitamente ingenti crediti erariali grazie allanticipo, per conto dellInps, delle indennità economiche di malattia e contratto di solidarietà.
Questi crediti, fittizi e non spettanti, venivano successivamente utilizzati per compensare i debiti tributari e, conseguentemente, non versare le altre imposte dovute allamministrazione finanziaria (quali ritenute alla fonte, Iva e imposte sui redditi).
I dipendenti, peraltro, a loro insaputa, erano stati anche sottoposti a licenziamento collettivo e collocati in mobilità, per poi essere immediatamente riassunti da unaltra società riconducibile alle stesso imprenditore: in questo modo, grazie alla consulenza dei professionisti compiacenti, limprenditore ha potuto in modo fraudolento alle agevolazioni previste per lassunzione di lavoratori in mobilità, pagando meno di un quinto dei contributi previdenziali effettivamente dovuti.
Lattività di indagine ha svelato un realtà contabile totalmente artefatta. I trucchi contabili spaziavano dalla simulazione di operazioni straordinarie (affitto di rami dazienda) allemissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti (avvalendosi di numerose società cartiere, tutte facenti capo ad un ulteriore soggetto, tratto anchegli agli arresti domiciliari), passando per lindebita fruizione di agevolazioni fiscali e la compensazione di tributi con crediti Iva inesistenti.
Nel giro di un paio danni, le condotte illecite avevano fruttato risparmi non spettanti per oltre 2,6 milioni di euro.
Nellambito dellindagine, è stato anche accertato un episodio di usura, posto in essere da uno dei professionisti coinvolti nella vicenda, nei confronti di un imprenditore del parmensea cui era stato applicato un tasso usurario del 117% su un prestito di 10mila euro, concesso per sopperire ad una momentanea mancanza di liquidità.
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