Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Potenza, omicidio Claps: prescrizione per il genetista Pascali

Il giudice della Corte di Appello di Salerno ha dichiarato la prescrizione nei confronti del genetista Vincenzo Pascali, condannato in primo grado per falso in perizia nel caso dell'omicidio di Elisa Claps. Un nuovo dolore per la famiglia che da 25 anni si batte affinchè venga fuori tutta la verità sulla vicenda. Il fratello di Elisa, Gildo, racconta attraverso una lettera aperta l'ultima sentenza su Vincenzo Pascali, in "un giorno di ordinaria giustizia".
"Il 12 settembre 1993 - scrive Gildo Claps - Elisa Claps viene inghiottita nel buio in una calda domenica settembrina. 17 marzo 2010, il cadavere di Elisa viene ritrovato nel sottotetto della Chiesa della Trinità a Potenza. Si avviano le operazioni peritali su tutto il materiale ritrovato sulla scena del crimine e al Prof. Pascali viene conferita una delle perizie più delicate, ricercare profili genetici sui reperti messi a sua disposizione al fine di individuare, se possibile, il DNA del principale sospettato dellomicidio di Elisa, Danilo Restivo. In quel momento Restivo è detenuto nel Regno Unito in attesa di essere processato per lomicidio della sarta inglese Heather Barnett.12 aprile 2018, alle ore 9.00 è fissata ludienza del processo in Corte di Appello nei confronti del Prof. Vincenzo Pascali, genetista di fama mondiale, che ricorre avverso la sentenza di primo grado che lo ha condannato per il reato di falso in perizia.Con mio fratello passiamo a prendere mamma Filomena, 81 anni di cui gli ultimi 25 spesi a cercare la verità su sua figlia, sempre più minuta, affaticata eppure ancora con quella scintilla negli occhi di chi non si arrende mai.Varchiamo lingresso del Tribunale, procediamo spediti verso la scala che ci porta alle aule dudienza, ormai conosciamo ogni angolo di quel palazzo, provo a fare mentalmente un calcolo delle volte in cui ci sono entrato ma mi rendo conto che è impossibile tenerne il conto.Mamma viene subito circondata dallaffetto dei tanti che la riconoscono, un maresciallo dei carabinieri lavvolge tra le braccia e lei sembra sparire tra le pieghe della divisa. Sulla porta dellaula A è affisso il calendario delle udienze del giorno,sono solo 20, la nostra è la n9. Di fianco una locandina che annuncia unagitazione degli avvocati per i prossimi giorni, si lamenta principalmente limpossibilità di amministrare la giustizia per il numero sproporzionato di processi per singola udienza, sembra messa di proposito o forse è la crudele ironia del destino.Entra la Corte, tutti in piedi in ossequio alla liturgia processuale, dietro lo scranno del Presidente campeggia la scritta la legge è uguale per tutti, mi suggerisce il nostro avvocato che ancora non si è provveduto a sostituirla con quella nuova, La giustizia è amministrata in nome del Popolo.
Il Presidente sottolinea con una certa impazienza che i processi da discutere sono tanti e raccomanda tanto agli avvocati difensori quanto al Procuratore Generale che rappresenta laccusa di limitarsi nella discussione alle questioni essenziali e di non attardarsi in speciose quanto inutili questioni. Gli avvocati di Pascali chiedono la parola e fanno presente che la loro difesa, per la delicatezza e la complessità del caso, richiede necessariamente tempi più lunghi. Dopo un breve conciliabolo la Corte decide che il caso sarà trattato per ultimo, dal 9 posto scivoliamo al 20 senza nemmeno aver iniziato a giocare la partita.
Ci prepariamo alla snervante attesa, in 25 anni non è la prima, siamo assuefatti anche a questo.

Ogni tanto entro in aula dove in numeri di procedimento affissi sulla porta si trasformano in persone, si dipanano storie, sincrociano destini e si consumano drammi. Due medici imputati di omicidio colposo e subito dopo un detenuto condotto in aula dagli agenti di Polizia Penitenziaria e accusato del furto aggravato di 4 bottiglie di champagne; immagino che non sia in custodia per quel reato ma ho smesso di sorprendermi frequentando le aule giudiziarie. Incuriosito indugio in aula, pochi scambi tra accusa e difesa, il Presidente che chiede allimputato se almeno le ha bevute tutte quelle bottiglie, infine la pronuncia che ogni imputato colpevole vorrebbe sentire, il reato è prescritto,avanti un altro , la giornata è lunga e i processi sono tanti. Esco dallaula con la sensazione di avere assistito ad una rappresentazione teatrale appena mediocre.
Lorologio sulla parete segna luna, tocca a noi, e poi qualcuno ha il coraggio di lamentarsi sulla lentezza dei tempi della giustizia, 19 processi di appello discussi in meno di 4 ore, mica male.
Entriamo tutti ma la Corte cinforma che ha bisogno di una pausa, ci danno appuntamento di li a mezzora ma rientrano solo alle 14.30, avranno pranzato nel frattempo, noi siamo ormai immuni a queste esigenze terrene .
La Difesa di Pascali prende la parola in via preliminare e nomina la parola magica, prescrizione. Scambio concitato tra le parti, obiezioni del nostro avvocato sullinizio della decorrenza dei termini, il Presidente taglia corto ordinando che comunque si dia inizio alla discussione, sulla prescrizione ci sarà modo di approfondire in seguito.
Il Procuratore Generale, memore delle raccomandazioni del Presidente di essere sintetici, la celerità nella Giustizia è tutto, apre la discussione ripercorrendo rapidamente le tappe che hanno portato alla condanna in primo grado di Pascali. Evidenzia lenormità delle incongruenze della sua perizia, le mille versioni diverse che ha dato in dibattimento cercando di giustificare, ritrattando, quanto aveva scritto e conclude chiedendo la conferma della condanna in appello.
Il nostro avvocato di parte civile enfatizza i punti essenziali della perizia depositata sottolineando come il solo fatto di non aver esaminato la maglia indossata da Elisa, la stessa su cui i RIS di Parma troveranno poi il DNA dellassassino, sarebbe sufficiente a provare la colpevolezza di Pascali.
Prende la parola la difesa, si attarda sulla professionalità del Prof. Pascali, sullautorevolezza dei periti di parte che hanno deposto in suo favore nel processo di primo grado e infine solleva alla Corte lobiezione rispetto alla nostra presenza in veste di parte civile nel processo. Non intravede la difesa, il motivo per cui noi dovremmo sentirci danneggiati dalla perizia del Prof Pascali.

Certo, il fatto che la sua perizia abbia comportato un ritardo nello svolgimento delle indagini nella fase più delicata della raccolta delle prove non conta; il fatto che siano trascorsi mesi prima che fosse dato il nuovo incarico ai RIS, non conta, che si è corso il rischio di perdere la prova regina che incastrava finalmente lassassino di Elisa dopo 17 lunghissimi anni è del tutto irrilevante, ma sono tutte obiezioni che non trovano il tempo di essere sollevate, la giustizia deve correre in fretta.
Sono quasi le 18.00, la Corte si ritira in camera di consiglio, inizia una nuova spossante attesa.Restiamo in aula, non cè più nessuno, i lunghi corridoi del Tribunale sono ormai deserti. Potremmo andarcene e aspettare poi di avere notizie dal nostro avvocato ma mamma è determinata a restare fino alla fine come ha sempre fatto in ogni processo. Sono quasi le 8 di sera quando un commesso del Tribunale ci avverte che i giudici non usciranno in aula a leggere la sentenza. Cinvita ad accomodarci in cancelleria dove ci sono altri avvocati che sono passati a ritirare i dispositivi delle sentenze. La Giustizia amministrata in nome del Popolo viene comunicata con la consegna di copia del dispositivo.
Lo raccogliamo dalle mani del commesso, poche righe: la corte dichiara di non doversi procedere nei confronti dellappellante in ordine al reato di cui allart 373 c.p. e ritenuto in sentenza perché estinto per intervenuta prescrizione.

Conclude Gildo nel suo racconto: "Giustizia è fatta, il Prof. Pascali è colpevole ma grazie alla celerità dei nostri Tribunali, potrà tornare ad essere lo stimato luminare che tutti apprezzano.Provo a cercare tra le pagine del codice i termini di prescrizione al nostro dolore, in 25 anni sarà ben prescritto, sfoglio ma non li trovo, sarà una disattenzione del nostro legislatore".
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«     2018    »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31