Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Palermo, uccise un clochard dandogli fuoco, ergastolo per un benzinaio

Palermo, uccise un clochard dandogli fuoco, ergastolo per un benzinaio

La condanna per ergastolo è arrivata dopo un anno e poco più per Giuseppe Pecoraro, il benzinaio 45enne che la notte del 10 marzo 2017 bruciò vivo il suo coetaneo Marcello Cimino. A chiedere il carcere a vita erano stati i pm Alfredo Gagliardi e Maria Forti al giudice per l'udienza preliminare Maria Cristina Sala durante la requisitoria per quel delitto che sconvolse la città. Il processo si è svolto con rito abbreviato e la giudice non ha nemmeno concesso la decadenza dell'isolamento diurno e ha dichiarato decaduta la responsabilità genitoriale.
L'imputato oggi non era in aula, c'erano invece le tre sorelle di Cimino e la figlia, che aspetta un bambino. Le parti civili, le due figlie di Cimino e le quattro sorelle, sono rappresentate dagli avvocati Antonino Palazzotto e Martorana Francesco. La giudice ha disposto una provvisionale di 50 mila euro l'uno per le figlie e 10 mila a testa per le sorelle. Pecoraro è stato anche interdetto perpetuamente dai pubblici uffici.
Palermo, clochard bruciato: le sequenze dell'omicidio
Palermo, uccise un clochard dandogli fuoco, ergastolo per un benzinaio

in riproduzione....
Condividi
Marcello Cimino la notte del 10 marzo stava dormendo sotto i portici della mensa per i poveri dei frati Cappuccini, in via Cipressi. Un video, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza dei Cappuccini, ha immortalato le fasi di quel delitto. Giuseppe Pecoraro arrivò con un secchio pieno di benzina e cosparse il corpo di Cimino mentre la vittima stava dormendo. Cimino ha avuto appena il tempo di destarsi e Pecoraro ha appiccato le fiamme con un accendino. Poi è scappato via mentre il senzatetto moriva tra le fiamme.
La pm Forti nella sua premessa al giudice Sala ha elencato le quattro aggravanti all'accusa di omicidio volontario. La prima è quella della premeditazione (l'assassino ha acquistato la benzina e si è procurato un secchio), poi c'è "l'abuso della minorata difesa" (il clochard stava dormendo), quindi la crudeltà (la vittima è stata arsa viva) e i "futili e abietti motivi" (la gelosia). Giuseppe Pecoraro arrestato dalla squadra mobile poche ore dopo l'omicidio ha confessato di aver commesso quell'omicidio "per gelosia". "Ero geloso, insidiava la mia fidanzata. Faceva battute che non mi piacevano", ha detto dopo mezz'ora di interrogatorio.
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Сентябрь 2018    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930