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Minacce di morte a un ragazzo delle medie, inchiesta a Ferrara

Minacce di morte a un ragazzo delle medie, inchiesta a Ferrara

FERRARA - Non è bullismo ma criminalità minorile. Così il padre di una giovanissima vittima di giovanissimi delinquenti definisce quello che sta succedendo a Ferrara dove il figlio, un ragazzino delle medie di 13 anni, è stato minacciato di morte, venerdì scorso, mentre stava aspettando l'autobus, dopo la scuola. "Se non ritiri la denuncia finisce male. Ti riempio di botte fino ad ammazzarti", gli avrebbe detto un sedicenne, parte di una banda di ragazzini che gli adolescenti spaventati chiamano "Quelli del sotto Mac", perché un tempo si trovavano nei pressi del Mc Donald's di piazza Trento Trieste.
I genitori del 13enne minacciato e di un altro ragazzo di 11 anni, testimone delle vessazioni al fratello, hanno presentato cinque denunce in 15 giorni. Prima per rapine e aggressioni, l'ultima per stalking e violenza privata, reati che potrebbero far scattare provvedimenti cautelari. "Ci dovrà scappare il morto prima di intervenire?", ha domandato il genitore, intervistato da La Nuova Ferrara. Carabinieri e polizia conoscono il fenomeno e si sono attivati, con perquisizioni, pedinamenti e altre attività. "La vicenda è stata affrontata con immediatezza dalle forze dell'ordine, che hanno compiuto e stanno compiendo anche in queste ore, coordinati dalla Procura per i minori, gli atti investigativi necessari", conferma il procuratore per i minorenni di Bologna Silvia Marzocchi, con competenza regionale.
I fatti per cui si indaga sono soprattutto rapine e estorsioni. Spesso i giovani criminali portano via con violenza i cellulari ad altri ragazzi, poi chiedono un riscatto. Alcuni pagano e poi, per paura, non denunciano, come invece hanno fatto i genitori del 13enne, ultimamente costretti a "scortare" i figli a scuola. E che ora chiedono alle forze dell'ordine di trovare un rimedio a questo "terrorismo psicologico". La scuola, a quanto sembra, sta facendo la propria parte. Nei confronti di un 14enne ripetente che fa parte della "baby gang" sarebbero stati presi provvedimenti e professori e dirigenti fanno da "sentinella" all'entrata e all'uscita delle classi, per evitare che la situazione degeneri.
Persecutori e perseguitati hanno tra i 13 e i 16 anni. Alcuni dei primi, conosciuti alle forze dell'ordine, sono considerati molto problematici. Non hanno problemi a reiterare il loro atteggiamento di sfida anche verso gli adulti, anche quando questi vestono una divisa. Nel minacciare di morte il 13enne, il piccolo delinquente avrebbe aggiunto di essere pronto a picchiarlo, anche davanti a poliziotti o militari.
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