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Migranti, il sequestro della Open Arms. L'equipaggio ai pm: "I libici ci hanno minacciato di morte"

Sono stati interrogati a lungo i componenti dell'equipaggio della nave della ong spagnola Proactiva Open Arms. La procura di Catania, che ha chiesto e ottenuto il sequestro dell'imbarcazione al porto di Pozzallo, ha iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, il responsabile dell'organizzazione non governativa spagnola, il comandante e il coordinatore della nave. Il sequestro preventivo chiesto dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è stato operato dallo Sco di Roma e dalla Squadra mobile di Ragusa.
Pozzallo, sequestrata nave della ong Proactiva. L'equipaggio resta a bordo
Migranti, il sequestro della Open Arms. L'equipaggio ai pm: "I libici ci hanno minacciato di morte"

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Secondo l'accusa, ci sarebbe la volontà dell'ong di portare i migranti in Italia violando in questo modo gli accordi internazionali. L'episodio contestato risale a qualche giorno fa: l'equipaggio si è rifiutato di consegnare i migranti alla Guardia costiera libica. L'equipaggio, però, ai pm ha spiegato di essere stato minacciato di morte dai libici. Il caso si era comunque sbloccato dopo una richiesta formale del governo spagnolo a quello italiano.
Intanto, il provvedimento di sequestro è ancora in fase di notifica. Della questione è stato informato il Consolato spagnolo in Italia. "Il provvedimento è in corso di notifica - dice l'avvocata di Open Arms, Rosa Emanuela Lo Faro, che ieri sera, a caldo, aveva parlato di 'reato di solidarietà' - Non è stato nominato un mediatore e quindi il provvedimento è scritto in italiano. A tradurlo sono state le persone sul posto, credo sia un ispettore di polizia. È stata contestata chiaramente questa modalità di notifica e di traduzione perchè manca un traduttore ufficiale. È intervenuto anche il console". "Proteggere la vita umana - osserva il fondatore della ong Oscar Camps - dovrebbe essere la priorità assoluta di ogni corpo civile o militare che si rispetti, si chiami Guardia Costiera, salvataggio Marittimo o Marina: questo è previsto anche dal diritto del mare". "Non dobbiamo dimenticare – aggiunge su Twitter - che non solo i diritti umani delle persone in fuga in cerca di riparo sono in gioco, ma si stanno violando i diritti di tutti i cittadini dell'Unione Europea". L'imbarcazione e l'equipaggio sono ancora a Pozzallo.
La capo missione Anabel Montes e il capitano Marc Reig ieri hanno consegnato le registrazioni delle comunicazioni di giovedì. Durissima la presa di posizione della ong spagnola: "Impedire il salvataggio delle vite in pericolo in alto mare con lo scopo di riportarle con la forza in un Paese non sicuro come la Libia - scrive in un tweet il fondatore, Oscar Camps - è in contrasto con lo Statuto dei rifugiati dell'Onu".
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