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Omicidio Pescara, due auto sequestrate: per la morte di Alessandro si punta su pista familiare

ROMA - Le indagini sull'omicidio di Alessandro Neri, 29 anni, si stanno concentrando sulla famiglia e i suoi rami discendenti, che ora si scoprono divisi, addirittura conflittuali.
Nella villa patriarcale di nonno Gaetano, costruita sul colle più alto di Giuliano Teatino, provincia di Chieti, i carabinieri del nucleo operativo di Pescara hanno sequestrato due auto: un'Audi Q5 grigio scuro e una Mercedes, in uso all'azienda di famiglia. Le hanno portate via con il carro attrezzi, questa mattina. Dopo averle spostate nel lungo viale alberato che porta alla magione.
Qui vive il capofamiglia, Gaetano Lamaletto, insieme alla moglie Maria, un custode e una badante.
L'ipotesi degli investigatori è che Alessandro, figlio di Laura e con lei al lavoro nella tenuta vitivinicola del nonno fino a un anno e mezzo fa, lunedì scorso possa essere stato spostato dalla sua auto, una cinquecento rossa e cabriolet ritrovata davanti a un bar del centro, in una seconda vettura. E lì dentro freddato, con due colpi al torace e alla testa. Per essere poi abbandonato, seduto, con il cappuccio della felpa alzato, in riva a una canale sotto il cimitero di Pescara Sud. Le analisi sull'Audi e sulla Mercedes vogliono accertare questa possibile dinamica dell'omicidio.
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La signora Maria, la moglie del decano, malato e in carrozzella, dice soltanto: "Rispettate il nostro dolore". Da tempo, però, è emerso il contrasto tra Alessandro e la madre Laura e, dall'altra parte, lo zio Camillo e suo figlio Gaetano jr, nato a Caracas, laureato in Economia a Boston.
Già il "core business" di famiglia, l'azienda ceramica Balgres con sede a Caracas nella "Torre Lamaletto" fondata negli Anni '50 da nonno Gaetano, era stata ereditata da Camillo, che oggi vive tra il Venezuela e Miami.
Poi è arrivato il passaggio del Feuduccio di Orsogna, vitigni coltivati a Montepulciano, al qualificato Gaetano, figlio di Camillo appunto, cugino in linea diretta con Alessandro.
Nell'aprile 2016 il nonno premiò Gaetano con la nomina a responsabile dell'azienda agricola. "Per il Feuduccio questo è l'anno della rinascita", disse allora, intervistato, Gaetano jr, "ci sono una squadra rinnovata e una serie di etichette in anteprima per ricominciare dalla strada giusta".
Gaetano, hanno accertato i carabinieri, ha lasciato Pescara e l'Italia il giorno prima dell'omicidio. E, ancora, aveva un appartamento vicino al luogo dove è stata ritrovata l'auto di Alessandro. Suo padre, Camillo, non è mai rientrato dal Venezuela. E sabato prossimo sono previsti i funerali di Alessandro. Per ora, va detto, non ci sono indagati.
Camillo Lamaletto viene descritto dai giornali sudamericani come il sedicesimo uomo più ricco del Paese: "Possiede due elicotteri". E' in buoni rapporti con il regime di Maduro, che finora ha risparmiato la sua azienda ceramica dalla nazionalizzazione.
Con l'esplosione della guerra civile in Venezuela, diversi imprenditori di Caracas, e in generale oppositori di Maduro, sono emigrati in Abruzzo, in particolare a Pescara. Gli investigatori hanno fatto notare che i "sequestri lampo" con l'uccisione del sequestrato sono molto diffusi tra la mala del narcotraffico di quel Paese.
La madre Laura, con gli altre tre figli lontani da Pescara, aveva messo la casa di Villa Raspa in vendita, pronta a raggiungere con Alessandro un figlio più grande a Miami.
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