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Migranti, per l'Ue gli arrivi sono diminuiti del 30 per cento. Sbloccati tre miliardi per la Turchia

Migranti, per l'Ue gli arrivi sono diminuiti del 30 per cento. Sbloccati tre miliardi per la Turchia
Dimitri Avramopoulos (afp)
ROMA - Rispetto al 2014 gli arrivi dei migranti nell'Unione Europea sono diminuiti del 30 per cento ed è perciò il momento adatto per intensificare i rimpatri. Questa mattina il il commissario Ue alla migrazione, Dimitris Avramopoulos, ha comunicato il periodico bilancio sull'attuazione dell'Agenda europea sulla migrazione. "Con gli arrivi scesi di quasi il 30 per cento nel 2017, rispetto all'anno pre-crisi 2014, i tempi sono maturi per accelerare e intensificare i nostri sforzi - ha detto Avramopoulos - per agire di più e più velocemente sui rimpatri, gestione delle frontiere e canali legali, in particolare i reinsediamenti da Africa ma anche Turchia".
I dati della Commissione dicono poi che gli attraversamenti irregolari nel 2017 sono stati 205mila e nel Mediterraneo sono stati salvati oltre 285mila migranti con le operazioni compiute da febbraio 2016, mentre 2mila sono stati salvati nel deserto nel 2017. Sono poi stati compiuti quasi 34mila ricollocamenti, pari al 96 per cento dei migranti aventi diritto, nei due anni previsti dallo schema, e ne restano da ricollocare ancora un migliaio di cui 933 dall'Italia e 143 dalla Grecia. Sono inoltre stati effettuati in totale 19.432 reinsediamenti dalla Turchia sino al 2017.
Avramopoulos ha poi parlato dei problemi di finanziamento per attuare l'Agenda, denunciando che manca ancora "oltre un miliardo" di euro al Trust Fund Ue per l'Africa per combattere alla radice le cause della migrazione. Al momento sono stati approvati 147 programmi, per un totale di 2,5 miliardi di euro tra Sahel, Corno d'Africa e Nord Africa e la Commissione Ue ha sbloccato la seconda tranche da 3 miliardi per attuare l'accordo sui migranti con la Turchia, dopo che la prima è stata pienamente utilizzata entro fine 2017.
Il commissario Ue ha di fatto ribadito la bontà dell'accordo con la Turchia, sottolineando il suo funzionamento, visto che c'è stata una riduzione degli arrivi del 97 per cento su quella rotta rispetto al momento della crisi.
Quanto alle nuove misure allo studio, la Commissione Ue propone una stretta sulla concessione dei visti Schengen per quei Paesi terzi che non collaborano sui rimpatri dei migranti irregolari, considerando che le nuove modifiche propongono anche procedure più rapide e semplificate per chi rispetterà gli impegni.
Avramopoulos ha poi risposto a domande sulla situazione plitica italiana e su come potrebbe cambiare la politica del paese in tema di immagrazione. "Seguiamo l'evoluzione politica in Italia e rispettiamo le decisioni prese dagli italiani - ha commentato - garantisco che continueremo ad aiutare l'Italia e a lavorare con l'Italia. L'Italia ha bisogno dell'aiuto della Ue e noi abbiamo bisogno dell'Italia".
"L'Italia è uno dei Paesi più importanti della Ue e il più grande difensore della nostra politica migratoria - ha aggiunto - ed è il Paese che con la Grecia subisce la più forte pressione migratoria. Garantisco che continueremo a aiutare l'Italia, contiamo sul ruolo dell'Italia, e sono convinto che quello che definisce la politica del nuovo governo sarà comunque rispettoso dello spirito europeo".
Intanto anche oggi si registrano altre imbarcazioni soccorso nel Mediterraneo. La nave della ong spagnola Proactiva Open Arms ha soccorso oltre 200 migranti trovati in condzione di salute precarie e con segni di violenze e stenti, conseguenze, secondo la ong, del trattamento subito nei centri di raccolta in Libia.
Ieri ha suscitato commozione la morte, per gli effetti della denutrizione, di un giovane eritreo sbarcato due giorni giorni fa a Pozzallo in gravi condizioni: "Ci ha detto - racconta Oscar Camps di Proactiva - che aveva 22 anni, il suo nome era Segen, eritreo, ed era stato in carcere in Libia per 19 mesi. Lo abbiamo salvato nel Mediterraneo domenica scorsa insieme a 93 persone e in Sicilia è morto per malnutrizione. Una storia terribile".
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