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Norcia, la procura al contrattacco sul sequestro del Centro polivalente di Boeri

ROMA - Parla la procura di Spoleto. Con una lunga nota, il procuratore capo Alessandro Cannevale difende il lavoro del suo ufficio, che ha chiesto e ottenuto il sequestro del Centro polivalente antisismico di Norcia, progettato dall'architetto milanese Stefano Boeri e realizzato con i soldi delle donazioni. Un provvedimento che ha scatenato non solo polemiche in città ma anche, stando a quanto riferisce il procuratore, vere minacce.
“Individuare nei magistrati della procura di Spoleto il capro espiatorio da additare agli abitanti di Norcia come bersaglio per risentimenti e timori è ingiustificato, anche prescindendo dalla definitiva valutazione sulla fondatezza dell'accusa, che spetterà al giudice”, scrive Cannevale. E aggiunge: “Poiché abbiamo assistito all'uso di organi di informazione per diffondere invettive basate su dati di fatto parziali e quindi falsi, animate da interesse personale, comprensive di esplicite intimidazioni e spinte al punto da invitare gli abitanti di Norcia a recarsi – per scopi imprecisati – a casa dei magistrati in caso di nuovo sisma, faremo il possibile per tutelare la nostra reputazione e la tranquillità delle nostre famiglie”.
La vicenda ruota attorno alla realizzazione del Centro polivalente, noto anche col nome “Padiglione delle esposizioni”, stabilita con un'ordinanza del 4 marzo 2017 emessa dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno, indagato insieme al direttore dei lavori Boeri per violazione delle norme sull'edilizia. Secondo l'accusa, manca un titolo abilitativo valido e sono stati violati i vincoli paesaggistici del Parco naturale dei Monti Sibillini e dei siti Natura 2000. Nella richiesta di sequestro, convalidata dal gip Francesco Salerno, è riportato anche il carteggio tra il sindaco e la Soprintendenza riferito agli scavi preliminari, e quello tra il sindaco e la Regione Umbria, dai quali sembrano emergere perplessità dei due enti sull'iniziativa del sindaco, che oggi, in seguito all'avviso di garanzia ha annunciato: "Medito di lasciare la guida del comune di Norcia".
Nel comunicato, il procuratore Cannevale specifica: “Né in seguito agli eventi sismici del 2016 né in seguito ai precedenti terremoti, la normativa di emergenza ha mai neppure lontanamente ipotizzato che ai sindaci, alla protezione civile o ad altre autorità fosse consentito autorizzare nuove costruzioni derogando in via generale e incondizionata alle norme urbanistiche ordinarie. Il sequestro della struttura non può provocare pregiudizi o ritardi all'opera di ricostruzione, né all'assistenza alle popolazioni in caso di futuri terremoti”.
In punta di diritto, le argomentazioni reggono. Ma per la popolazione di Norcia vedere i sigilli a uno dei primi simboli della rinascita, è difficilmente accettabile. “È una vergogna, se non ci ha ucciso il terremoto lo farà la burocrazia - dichiarano all'agenzia Ansa le titolari di un'edicola - è l'unico spazio che abbiamo a disposizione, anche per le attività dei nostri figli, non è giusto chiuderlo”. Lo stesso pensa anche Salvatore Felici, titolare di una famosa norcineria: “Ci stanno procurando un disagio molto grande”.
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